Quito

Enorme citta' sudamericana, con un bel centro storico, un grandissimo centro moderno e chilometri di periferie che si estendono a Nord e a Sud del centro. Come molti sanno, la citta' e' a quasi 3000 metri di altezza, e questo ti fa sentire spossato e col fiatone anche a passeggiare su e giu' per le strade del centro, che spesso sono in salita (o in discesa, dipende dai punti di vista)

Abbiamo alloggiato in pieno centro storico, a due passi da Piazza San Francisco (con relativa chiesa), in due begli alberghetti della catena "Hotel Boutique", che si caratterizzano per le dimensioni ridotte e per la cura nei particolari dell'arredamento e delle sistemazioni. Entrambi consigliabili per il buon rapporto qualita'/prezzo (vedi anche la sezione relativa all'organizzazione del viaggio).

A posteriori abbiamo fatto un paio di errori che non rifaremmo se tornassimo indietro: Primo, e piu' grave: siamo arrivati a Quito nel tardo pomeriggio del venerdi' santo, e questo, ci ha fatto mancare per un soffio le celebrazioni della festa, che abbiamo scoperto essere molto caratteristiche, con processioni che attraversano il centro cittadino portando a spasso tra le chiese enormi statue lignee policrome, con tanto di portatori vestiti nei costumi tradizionali.

Inoltre, proprio a causa delle processioni, l'intero centro storico era bloccato, ed il taxi ci ha lasciato, con tutti i nostri bagagli, a discreta distanza dall'albergo che stava in pieno centro. Questo, unito alla stanchezza del viaggio appena compiuto, al jet lag, alla gia' citata scarsita' di ossigeno dovuta all'altezza, ed alla sistemazione in salita (in questo caso senza possibilita' di dubbio) del nostro Hotel, ci ha fatto smadonnare incuranti dei vicini inni religiosi delle processioni.

Secondo errore (ma questo devo dire peccato veniale rispetto al primo): visita al mercato di Otavalo, che forse a posteriori non consiglieremmo, e che invece abbiamo effettuato il primo giorno, come consigliato da molti siti e tour di Quito e dintorni. Otavalo e' una cittadina piuttosto distante da Quito, minimo due ore di bus, ma noi ci abbiamo messo almeno 45 min in piu' vista la data (sabato di Pasqua). La cittadina non vale la pena di essere vista, ma qui si svolge uno dei mercati piu' grandi dell'America del Sud (almeno cosi' dicono). Probabilmente la troppa frequentazione da parte dei turisti l'ha un po' snaturato. Infatti, pur essendo sicuramente degno di nota, soffre molto della standardizzazione dei prodotti cosidetti artigianali (e che tali evidentemente non sono) che si ritrovano identici in decine di bancarelle teoricamente diverse. E' difficile trovare qualcosa di veramente originale e diverso. La parte piu' bella e' quella dove si vendono frutta, verdure e granaglie, e dove i locali pranzano con cibo cotto in maniera estemporanea dalle cucine ambulanti. Questa parte e' pero' ormai ridotta ad una piccola appendice del grande baraccone di bancarelle di souvenir.

Quando poi abbiamo scoperto che nella parte nuova di Quito (esattamente qui) c'e' un grande mercato di artigianato in cui si possono trovare altrettanto numerose bancarelle che vendono la stessa roba, anzi, a volte piu' varia e bella, ci siamo convinti che la visita ad Otavalo puo' essere tranquillamente evitata e sconsigliata ai futuri visitatori di questi paraggi.

Da vedere secondo noi a Quito (naturalmente a seconda del tempo che uno ha per stare qui):

Il centro storico: Una buona mezza giornata abbondante andrebbe secondo noi dedicata alla visita del centro storico, un quadrilatero delimitato da Av. 24 de Mayo a sud, Venezuela a est, Mariscal Sucre a Ovest e Carchi a Nord. Garcia Moreno e' la strada che attraversa il centro e sulla quale si affacciano molti dei posti da vedere, tra questi la Piazza Grande, la chiesa della compagnia di Gesu' ed un piccolo ma interessante museo: La casa di Maria Augusta Urrutia. In piazza Grande si puo' vivere un'atmosfera rilassata, godersi il sole sulle panchine di pietra o di legno, ascoltare i richiami dei venditori di sciarpe o di caramelle e pomate alla coca, e le prediche dei politici, venditori, guru e visionari che radunano piccole folle di ascoltatori ispirati.

Percorrendo tutta via Garcia Moreno verso Nord, dopo una bella salitona da fiatone con sguardo panoramico sulla Virgen del Panecillo, all'intersezione con Carchi si trova quella che a nostro avviso e' la chiesa piu' notevole di Quito: La Basilica del Voto. La cosa che la rende interessante, a parte la bellezza della struttura e degli interni, e' il fatto che si possa salire sulla guglia che sovrasta l'abside, e su una delle torri con l'orologio. La salita alla guglia e' abbastanza da brivido adrenalinico per la ripidita' e precarieta' delle scalette metalliche. Ma sia da qui che dalle torri dell'orologio si godono vedute sulla citta' davvero notevoli.

Fuori dal centro storico: abbiamo visitato il giardino botanico, nel Parque la Carolina, a fianco al Museo di Storia Naturale. Naturalmente non ci saremmo venuti non fosse per la mia passione per la botanica. Se qualcuno dei lettori la condivide, sappia che qui ci sono due bellissime serre di orchidee nelle quali rifarsi gli occhi. Chi vuole avere una pallida idea puo' guardare le foto dei fiori. C'e' anche una serra teoricamente di "piante carnivore" che pero' contiene solo una discreta collezione di specie di Nepenthes e che per me e' stata un po' deludente.

Abbiamo anche visto il Museo Nazionale del ministero della Cultura, nel parco di El Ejido. Interessante se avete un paio d'ore in piu' da passare da queste parti. Qui vicino c'e' anche il centro commerciale dell'artigianato di cui ho gia' parlato piu' sopra.

Fuori da Quito: Oltre ad Otavalo, di cui ho gia' parlato, abbiamo fatto l'escursione col Teleferiqo. E' una funivia che porta su un monte che sovrasta la citta', caratterizzato (come spesso capita in questi casi) da una selva di antenne per telecomunicazioni sulla vetta. In un quarto d'ora ci si eleva dai 3000 metri di Quito a circa 4000 (in realta' il mio altimetro segnava 3800 metri, quota piu' sensata). Noi abbiamo fatto l'escursione in una giornata molto nuvolosa ed anche con un po' di pioggia a tratti. Non abbiamo visto (quasi) una minchia, faceva freddino ed eravamo immersi nella nebbia. La cosa interessante, almeno per me, era notare che a queste altezze da noi ci sono rocce e ghiacci, qui invece c'era una vegetazione prativa e di cespugli bassi che da noi si incontra 1500 metri piu' in basso, La giungla con i suoi alberi arriva fino ad altezze di 3300-3500 metri.

Una escursione che avremmo voluto fare, ma che non abbiamo fatto sia per ragioni organizzative che di condizioni atmosferiche e' quella al vulcano Cotopaxi. Qui si sale ancora piu' in alto: in bus si arriva fino a 4200 m di altezza, e poi si puo' salire fino a 4800 m. Sara' per la prossima volta smile

HOME PAGE