Isla Santa Cruz

Qui c'e' l'aeroporto principale delle Isole Galapagos, nell'isoletta di Baltra che sta a Sud di Santa Cruz ed e' separata da questa da poche decine di metri di mare. Questo fatto costringe chi arriva ad un tragitto piuttosto complicato per andare a Puerto Ayora, citta' principale dell'isola. Si deve infatti prendere un primo bus (dieci minuti) fino al traghetto, poi trasferire i bagagli per l'imbarco e la traversata che dura pochi minuti, e poi un'altro bus per puerto Ayora che, essendo dall'altro lato dell'isola, nella parte Nord, richiede un'oretta di tragitto. L'aeroporto e' qui perche' c'era una base militare preesistente al flusso turisticol e non conveniva rifarlo da un'altra parte.

Santa Cruz e' secondo me il posto dove andare se si hanno pochi giorni da spendere in questi paraggi e si ha quindi un approccio mordi-e-fuggi. Qui si puo' vedere un po' di tutto quello che c'e' in giro per le isole: una specie di Bignami delle Galapagos fatto di tartarughe giganti nel centro di allevamento locale, profusione di uccelli (fregate e sule dai piedi azzurri) da vedere da vicino sull'isoletta di Seymour Norte, iguane terrestri coi relativi cactus nelle Islas Plaza, alcuni degli scorci piu' suggestivi dal punto di vista paesaggistico a Isla Bartolome'

Isla Bartolome' e' in realta' una succursale di Isla Santiago, ma di solito viene proposta da Santa Cruz, essendo raggiungibile in un paio d'ore di barca. Tra le altre cose, questo e' l'unico posto dove ho visto ma senza fotografarlo, mannaggiamme', il cactus della lava, Brachycereus nesioticus, endemico di queste isole. A Isla Bartolome' abbiamo fatto anche uno degli snorkeling di maggior soddisfazione (secondo solo a quello al Leon Dormido, vedi Isla San Cristobal) con incontro con piccoli squali, branchi di pesci chirurgo dalla coda gialla e nuotata insieme ai pinguini delle Galapagos.

Puerto Ayora, capoluogo di Santa Cruz e quindi, in un certo senso, delle Galapagos, e' una cittadina piacevole ed "easy going". Alberghetti piccoli e carini, un bel porto con i leoni marini che sonnecchiano pigri sulle panchine e sulle scalinate, ristorantini e anche un paio di locali notturni (da cui, come nostro costume, siamo stati ben alla larga). Il costo della vita (ristoranti, centri commerciali, negozietti) qui e' leggermente piu' alto che nel continente (a Quito, per intenderci) ma questo e' giustificato dal fatto che la roba qui ci deve arrivare via nave, perche' la produzione locale e' molto limitata. Percio' non aspettatevi di trovare prezzi bassissimi. Questo comunque vuol dire una quidicina di dollari per una buona cena a base di pesce birra compresa, se volete il vino qualcosa di piu'. Rimanendo in tema di cibo, non andate in giro a cercare ristoranti strani, chiedete dov'e' la strada dei ristoranti (credo sia Thomas de Berlangua) e sceglietene uno a vista. Se andate dal Negro William avrete un'ottima cena locale a prezzo davvero basso, se volete mangiare pesce o "langostina" (un crostaceo simile all'aragosta ma della famiglia della cicala di mare) andate al "Blue footed booby".

Tra le cose non previste nel tour e che abbiamo fatto all'isola di Santa Cruz, e che consigliamo vivamente, c'e' il bagno a "Las Grietas", spaccatura profonda probabilmente tellurica nel terreno lavico dell'isola. La fessura e' una specie di fiordo con acqua mista (dolce dalla terraferma, salata infiltrata dal mare vicino) in cui vanno a bagnarsi soprattutto persone del luogo. I ragazzi si tuffano per bravata dalle pareti a picco del piccolo canyon, per conquistare l'ammirazione delle ragazzine. L'acqua e' limpida, profonda 5-8 metri. La gran parte dei bagnanti si concentra nel primo laghetto, ma se si ha voglia di affrontare qualche decina di metri in territorio un po' insidioso di acqua bassa e rocce taglienti e rese viscide dalle alghe si arriva in una seconda pozza molto piu' selvaggia e solitaria, con piccoli branchi di grandi pesci di acqua dolce che nuotano pigri, un mondo alieno e affascinante.

Tra le cose che non abbiamo fatto e che avremmo voluto fare e che consiglio: la visita a "Playa Tortuga", la spiaggia piu' bella dell'isola, che richiede un po' di tempo poiche' c'e' da andare a piedi per un sentiero che richiede dai 45 minuti a un'ora. Ho visto le foto e l'immagine da Googleearth e davvero sembra un posto di sogno.

A Santa Cruz abbiamo soggiornato all'Hotel Deja Vu. Le camere sono belle (ma c'e' da fare attenzione, alcune non hanno finestre e sono poco appetibili) e c'e' una piscina a disposizione che consente di avere piacevoli momenti di relax al ritorno dalle escursioni.

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