Filippine 2015 - Puerto Galera, Isola di Mindoro

Non voglio ciance, fammi vedere le foto!

Il luogo

Le Filippine, non intese come categoria di persone di sesso femminile e di provenienza esotico-tropicale, ma come arcipelago di isole, sono uno di quei luoghi mitici che hanno popolato il mio immaginario di potenziale viaggiatore avventuroso da ragazzo, ed hanno continuato ad avere un'attrazione magnetica per quarant'anni. Non posso dire di essere soddisfatto nella mia fame di esplorazione e di conoscenza, ma almeno un assaggio ce l'ho avuto con il recente viaggio sull'isola di Mindoro, una delle piu' grandi dell'arcipelago.

Il luogo in cui siamo stati, Puerto Galera, si trova sulla costa sud del "Canale di Verde Island", (Verde Island Passage) che divide due delle isole maggiori delle Filippine: Luzon (dove c'e' Manila, la capitale) e Mindoro appunto. Il canale di Verde Island e' noto ai sub in quanto vero paradiso di biodiversita' sottomarina.

Cito dal sito "conservation.org": i risultati di uno studio del 2005 di Carpenter e Springer hanno portato a nominare il canale di Verde Island (Verde Island Passage) "centro della biodiversita' dei pesci costieri (shorefish), poiche' ne ospita il piu' gran numero (rispetto ad aree di simile estensione). Una ricerca sui coralli ha registrato il numero impressionante di 74 generi e 319 specie di coralli duri (hard corals).

Purtroppo la zona e' anche molto minacciata dall'inquinamento poiche' il canale e' attraversato da decine di grandi navi mercantili. La citta' di Batangas, sulla costa nord del canale, ospita, come se non bastasse il grande porto con il conseguente problema delle imbarcazioni, una grande raffineria, anch'essa una minaccia potenziale di disastro ecologico, come riporta anche il sito travel save world.

Insomma, meno male che ci siamo andati adesso che e' ancora in condizioni accettabili... smile

Il modo

Un viaggio singolare per me e Maddalena, che siamo tipicamente viaggiatori fai-da-te, con tutti i vantaggi e gli svantaggi che questo comporta. Stavolta infatti ci siamo aggregati ad un gruppo di "divers". L'appellativo non deve far pensare ad inclinazioni sessuali piu' o meno fuori dalla norma, lo uso perchè fa pił figo che dire "sommozzatori" che sembra quasi una parolaccia, con quella doppia zeta un po' zozza (o cozzara).

Eravamo Nudibrancomolto in dubbio sul fare un passo del genere, il viaggio di gruppo non e' una cosa che ci attira, e direi in questo caso non attira me in particolare. Il risultato comunque e' stato sicuramente piacevole e non deludente, e' un modo di viaggiare che consente di ampliare l'esperienza non solo dal punto di vista conoscitivo di luoghi ed ambienti estranei, ma anche da quello umano con la vicinanza di persone cui il caso ti mescola, e che possono essere piu' o meno gradevoli e interessanti.

Siamo stati fortunati? Puo' darsi. Ma, a parte qualche piccolo screzio dovuto alla vicinanza forzata per diverse ore al giorno - passavamo le giornate a bordo di un trimarano che, per quanto grande, non era certo una nave da crociera smile - e' stata tutto sommato una bella vacanza.

Le persone

Noi non siamo divers (vedi sopra per non equivocare il significato del termine), ma il mare ci piace molto, e pratichiamo lo snorkeling con grande passione e soddisfazione. Questa vacanza e' nata dal suggerimento di un'amica (Simonetta), che sapendo della nostra passione per il mare ci ha consigliato di unirci al gruppo di sommozzatori del "Diving World San Marino", che organizza viaggi di gruppo per sommozzatori (ma anche non) in paradisi subacquei stile Madagascar (a Nosy be eravamo loro vicini, ma in quel caso abbiamo viaggiato in maniera indipendente), Mar Rosso, Maldive et similia. Da squallidi snorkelers siamo stati anche abbastanza fortunati perche' il gruppo, di quattordici pIl gruppoersone, si divideva piuttosto equamente tra bombolari e non.

Abbiamo cosi' conosciuto e frequentato persone nuove, belle e interessanti: Danilo, persona di grande gentilezza e generosità, che ha contrabbandato limoncello a litri e salamino piccante a chili per condividerne il piacere a tavola, Sonja, dalla incontenibile esuberanza finto-svampita e dalla trascinante voglia di vivere, Luciano, con la sua arguzia sagace e sorniona e la sua inconfondibile maschera subacquea da supereroe, Roberto con la barzellettina sempre pronta ma mai eccessiva o fuori luogo, Simonetta che fotografava stile giapponesina a piazza San Marco. E poi il sorriso dolce e l'eloquio garbato di Enrica, Tiziano con la sua allegra estroversione: una battuta, una ravviata ai lunghi capelli e vai! E infine l'occhio vigile della Piera, organizzatrice coi controfiocchi (non e' semplice organizzare per due, figuriamoci per 14: e chi la vuole bianca e chi nera, e chi dolce e chi salata..), e via via tutti gli altri. Chissa' se e quando li rivedremo...

Il Resort

Il Fishermen's cove e' un piccolo resort con una capienza di poco piu' di 40 persone, messo in piedi 28 anni fa da Giuseppe, un alpino (di Merano) innamorato dei fondali filippini. Inizialmente consisteva di una serie di bungalow di legno, molto spaziosi, graziosi e ben tenuti, poi qualche anno fa Giuseppe ha costruito ancPontilehe un edificio in muratura con una decina di appartamenti. Io e Maddalena alloggiavamo in un bungalow e non abbiamo invidiato chi stava negli appartamenti, anche se la struttura nuova essendo piu' moderna e' anche probabilmente piu' confortevole per i normali standard di giudizio.

Il resort, di cui potete vedere la piccola galleria fotografica che ho tratto dalle nostre foto, e' un vero piccolo bijou, con tanto di jacuzzi all'aperto per i viziati, oltre ad una piscinetta in cui fa piacere a sera togliersi il sale delle avventure in barca. Gli ambienti sia interni che esterni sono molto curati, il giardino abbonda di essenze tropicali tra cui non mancano una serie di affascinanti orchidee. Unico neo: non c'e' spiaggia, l'accesso alla barca avviene tramite un pontile in legno che attraversa un suggestivo piccolo mangrovieto.

Il punto di forza del resort e' pero' sicuramente la cucina. Devo dire che quando vado all'estero preferisco mangiare cibo locale che italiano, ed in questo condivido la tendenza con Maddalena. Ma da Giuseppe un'eccezione si deve fare: ha importato dall'Italia una cucina di livello molto alto, ed usa ingredienti locali ma estremamente ben scelti, per un risultato sorprendente, che sia una pasta alla carbonara, alle vongole o alla polpa di granchio, un carpaccio di tonno, un riso integrale o anche un pollo al cocco e curry, ma persino un'ottima pizza!. Veramente da applauso. L'unico appunto che muoverei a Giuseppe e' che se facesse trovare gratis un litro d'acqua al giorno in camera, a cena uno sarebbe piu' tentato di prendersi una bottiglia di vino, cosi' invece uno si deve comprare l'acqua a tavola, e gli passa un po' la voglia (e' una questione naturalmente solamente psicologica, ma per lo meno a noi fa questo effetto)

Giuseppe e' anche proprietario di un grande trimarano con cui l'istruttore sub (l'ottimo Paolo) accompagna gli ospiti per le immersioni. La barca e' molto grande e confortevole, era tutta per nSUlla barcaoi ma avrebbe potuto tranquillamente ospitare un numero doppio di persone.

Cosa facevamo

Le giornate iniziavano verso le otto di mattina con la colazione (io mi facevo grandi porzioni di frutta tropicale, Madda a volte si abbandonava al piacere di un pancake con lo sciroppo o di uova strapazzate e pancetta) poi alle nove partenza per le immersioni. Due immersioni dei sub al mattino intervallate da una pausa caffe' di poco piu' di un'ora. Noi snorkelisti eravamo meno legati ai ritmi piuttosto rigidi del gruppo, con la liberta' di sguazzare un po' quando volevamo, a parte i trasferimenti tra i punti di immersione.

Poi un paio di volte siamo rientrati al Resort per un pranzo sul tardi (verso le 14:30), la altre volte pranzo in barca: a poppa era sistemata una splendida griglia su cui sfrigolavano gamberoni, seppie o tranci di tonno alti due dita a seconda del giorno. Se il pranzo era sulla barca, nel pomeriggio c'era una terza immersione facoltativa cui partecipavano solo i piu' assatanati, gli altri si abbandonavano al piacere di arrostire al sole sul comodissimo tetto della barca, che diventava simile alla spiaggia di Cesenatico, anche se meno affollata.

In generoggi gamberoniale il ritorno alla base terminava le attivita', anche se passare oltre tre ore senza far niente non mi piaceva granche'. Allora una volta me ne sono andato a fare una passeggiata "in the wild", camminando nella giungla e andando a fare un po' di foto dall'alto, altre volte ho fatto due passi fino al paesino di Puerto Galera, a circa mezz'ora di distanza. Un piccolo villaggio senza concessioni al turismo se non, sul porticciolo, qualche bancarella che cerca di accalappiare i passeggeri dei traghetti che arrivano da Batangas e distribuiscono i pochi turisti negli alberghi locali tra Sabang e White Beach.

Un giorno con Maddalena abbiamo preso un passaggio da un triciclo a motore (insieme alle coloratissime "jeepneys" il modo piu' semplice di spostarsi con mezzi non propri) fino a Sabang. La cittadina, a circa 10 Km dal Resort, ha una vita sociale solo leggermente piu' movimentata di Puerto Galera, con qualche albergo, diversi centri specializzati per subacquei, qualche bar e qualche dancing che, a vedere parte della popolazione femminile, probabilmente arrotonda le entrate con attivita' notturne meno innocenti del karaoke.

Unica eccezione a questo tran tran quotidiano e' stata l'escursione del venerdi' (ultimo giorno di vacanza) alle cascate di Tukuran. Una gita molto piacevole, documentata dalle foto. Dopo un bel tragitto in Jeepney attraverso le strade e i villaggi dell'isola abbiamo sostato in una radura a fianco di un torrente. Di qui a piedi abbiamo risalito il fiumiciattolo, guadandolo diverse volte fino ad arrivare dopo circa tre quarti d'ora alle cascate. Le cascate formano un laghetto dove si puo' fare il bagno, anche se non tutti osano. Io ho fatto un paio di tuffi dalle rocce che erano proprio invitanti, ed ho scoperto che nel torrente c'era anche qualche sanguisuga (a testimonianza, per la verita', della buona salute e non inquinamento delle acque). Niente di male, ne avevo una attaccata al piede e mi e' stata tolta senza grossi problemi.

Il cibo ce l'avevamo con noi, e sulla griglia della piccola zona picnic a fianco della cascata sono state arrostite le salamelle di Giuseppe (fatte proprio da lui, non acquistate!). Incredibilmente buone, una vera sorpresa! Mi hanno emozionato, ricordandomi le salsicce toscane fatte dallo zio mangiate in gioventu' e mai piu' assaggiate cosi' buone smile. Il ritorno lungo il torrente lo abbiamo fatto su un carretto trainato da un bufalo, per evitare di inzupparci visto che stava venendo giu' un acquazzone.

Poi, arrivati alla jeepney, abbiamo fatto ancora un po' di strIn kayakada e ci siamo fermati in un punto in cui il fiume diventa piu' tranquillo. Qui sono stati scaricati i quattro kayak che erano stati trasportati sul tetto, ed abbiamo proseguito pagaiando per piu' di un'ora seguendo il corso del fiume fino a San Teodoro, dove sfocia in mare. Anche questa una bella esperienza, diversa dal solito ed affascinante. Consigliata se qualcuno dovesse farsi venire la voglia di vedere quei posti...

I fondali e il mare

Per quello eravamo andati, e non siamo stati delusi, anche se il tempo atmosferico e' stato un po' meno che perfetto. I primi due giorni ha piovuto e non faceva neanche tutto sto caldo. Poi e' migliorato, ma anche nei giorni di sole spesso le nuvole oscuravano il cielo per parte del tempo. Cosi' la vista dei fondali, tra il fatto che il mare mosso rendeva l'acqua un po' torbida e la luce non ideale, non era ottimale.

Nonostante questo la quantità di animali, con le loro forme e colori strani ed affascinanti ricompensava la non perfetta visibilita'. Dal punto di vista della popolazione marina, e' proprio la varietà quello che stupisce. Il luogo e' famoso ad esempio per i nudibranchi, creaturine minuscole e dai colori incredibili, ma anche per i cavallucci marini, i gamberetti, le conchiglie, polpi e pesciolini, coralli spugne etc. Ci sono pure, e sono piuttosto frequenti, i serpenti di mare (incutono un po' di paura perche' potenzialmente velenosissimi, ma non attaccano roba grossa come noi, ed il loro apparato boccale pare non riuscirebbe ad infliggere un morso pericoloso. Comunque meglio non provare smile )

Mi sono reso meglio conto a casa, guardando le foto, di quanta roba avevamo visto: solo di pesci pagliaccio ne ho fotografato quattro specie differenti, in Mar Rosso vedevo sempre lo stesso (Amphiprion bicinctus), qui la varieta' e' molto maggiore. Non ci sono pesci di grandi dimensioni, non abbiamo visto squali ne' altra roba grossa tipo razze, barracuda o altri pescioni comuni in altri luoghi. Un paio di tartarughe ci hanno allietato con la loro compagnia (e' sempre emozionante incontrarle). Ma, e devo ripetermi, quello che impressiona e' la varieta' di roba Alberelliche si vede.

In particolare sono stato colpito molto da dei vermetti dalle branchie coloratissime, detti "vermi albero di Natale" per la loro forma. Fotografarli e' molto divertente perche' devi avvicinarti con estrema cautela senno' spariscono in un baleno. La varieta' e bellezza dei loro colori mi ha affascinato, tanto da ispirarmi uno dei pensierini che preparo mensilmente per il sito, in cui descrivo meglio queste piccole meraviglie ed i dubbi "filosofici" che mi hanno ispirato.

Foto e filmati.

Le foto subacquee, vista la poverta' dell'attrezzatura e la scarsita' del fotografo, non possono certo gareggiare con quelle fatte da Piera e Tony con l'aiuto di ben altri mezzi (non esclusa la possibilita' di respirare lì sotto). Ma spero siano ugualmente gradevoli da scorrere per chi non e' mai stato in quei posti. Le foto usate per il sito sono quelle fatte da noi e da Simonetta e Roberto (che naturalmente ringrazio molto per avermi concesso il privilegio del loro uso).

Abbiamo fatto anche qualche ripresa subacquea sia con la mia piccola Nikon che con la GoPro di Roberto, ma dopo aver visto il filmato confezionato da Tony e Piera non ho neanche messo mano all'editing dei nostri contenuti per la vergogna del confronto smile

Percio', se avete voglia di vedere qualcosa, guardatevi prima le gallerie di foto, e poi il filmato fatto da loro, il viceversa renderebbe un cattivo servizio alla fatica che ho fatto per andare cento volte (anzi, contandole, ben di pił) su e giu' trattenendo il fiato ed imprecando quando il pesciolino scappava senza attendere pazientemente in posa lo scatto (sembra che lo facciano apposta... wink)

Foto: i vermetti "Albero di Natale"

Foto: Coralli, pesci, molluschi, echinodermi, spugne e altra roba

Foto: i compagni di avventura

Foto: il Fishermen's cove

Foto: la vita sulla nostra barca

Foto: gita alle cascate di Tukuran

Foto: varie ed eventuali

Foto: fiori, piante, funghi