Gran Sometta (m. 3166) da Valtournenche e da Cervinia

La Gran Sometta e' la cima piu' settentrionale del lungo spartiacque che separa la Valtournenche dalla Val d'Ayas in Val d'Aosta. Lo spartiacque inizia con la vetta dello Zerbion, che sovrasta con la sua grande candida statua della Madonna gli abitato di Saint-Vincent e Chatillon, in valle. Tra lo Zerbion e la gran Sometta, altre cime che mi sono care da quando, dodici anni fa, acquistammo una casetta in quel di Lod, frazione di Antey St. Andre', in Valtournenche. Tra queste, il monte Tantane', proprio sopra casa nostra, poi la Becca di Trecare, il Petit e Gran Tournalin, la Roisetta, il bec Carre' ed infine lei.

L'ho salita una prima volta da solo nel 2006, dopo qualche anno che ci pensavo ma non mi decidevo. Nel 2009 in una gita con Ettore, il suo amico Filippo, Roberta e Maddalena siamo andati insieme fino al Colle Inferiore delle Cime Bianche, poi Madda e Roberta sono scese al laghetto e io ho accompagnato i due ragazzi sulla vetta. Lo scorso anno infine (2011) sono salito con l'amicoGran Sometta Giuseppe Trombetti percorrendo il percorso meno faticoso, quello da Cervinia.

Una gita consigliabilissima a chi possa camminare per tre ore in salita senza morire d'infarto. L'ultimo tratto richiede un minimo di attenzione soprattutto per il terreno molto friabile e la frequente presenza di tratti scivolosi verso la vetta dovuti alla fusione della neve sul fine pietrisco siliceo. Le vie di accesso sono molteplici, ne descrivero' due che partono dall'arrivo dell'ovovia che da Valtournenche porta sulle piste da sci (attiva pero' anche in estate) ed una che parte invece dalla stazione "Cime Bianche" della funivia che da Cervinia sale al Plateau Rosa (anche questa accessibile d'estate, ma molto piu' cara) Il percorso meno faticoso e' quest'ultimo.

In ogni caso la via di salita alla vetta parte dal Colle Inferiore delle Cime Bianche, che e' qui a circa 2900 metri di altezza. Gli itinerari di salita saranno percio' tutti diretti al Colle Inferiore delle Cime Bianche. Da qui la vetta si raggiunge in 40 minuti seguendo la facile ed evidente traccia che parte da dietro la stazioncina della seggiovia.. Questo piccolo obbrobrio, di recente costruzione, in inverno porta gli sciatori al colle, collegando gli impianti di Valtournenche con quelli di Cervinia proprio da qui. Purtroppo qui il paesaggio e' abbastanza devastato dall'opera dell'uomo a favore delle torme di sciatori che in inverno affollano questi stessi luoghi.

Due itinerari con partenza da Valtournenche.

Poco oltre l'abitato di Valtournenche sulla strada per Cervinia, ad un bivio girare a sinistra verso il grande parcheggio della stazione dell'ovovia. L'ovovia con un bel percorso spettacolare e panoramico porta da qui al pianoro di Notre Dame de la Salette (poco sotto la stazione di arrivo dell'ovovia e' ancora visibile la cappelletta da cui il luogo prende il nome) a circa 2280 m di altezza. Scesi dalla seggiovia lo sterrato che procede verso est dopo pochi metri giunge ad un bivio che vi consiglio di prendere sulla destra, come da primo tracciato GPS. Questo perche', anche se la strada a sinistra giunge direttamenet al colle inferiore delle Cime Bianche (nostra prima meta) e' uno stradone sterrato percorso da fuoristrada, molto polveroso e monotono. Le due alternative che vi propongo invece si svolgono su percorsi molto piu' belli, che si svolgono in mezzo a prati e fiori e cercano, per quanto possibile, di evitare gli scempi che qui si sono fatti della montagna in ossequio a Mammona piuttosto che al creatore ammesso che ce ne sia uno.

La traccia lascia sulla destra una baita adibita a bar ristorante e, dopo una salita alquanto erta, porta su un pianoro punteggiato di piante di stelle alpine, di veroniche afille e, osservando bene, di Saponaria lutea, un endemismo delle alpi occidentali abbastanza difficile da osservare. Sul pianoro, continuate a puntare verso Est, evitando di girare verso Nord come le tracce di sterrato vi indurrebbero a fare, e puntate verso l'attacco di un sentierino abbastanza visibile che sale i pendii di fronte a voi. Il sentiero sale verso un avallamento segnato da un grande ometto di pietre, un valico chiamato in alcune cartine Bocchetta Sud del Colle Inferiore delle Cime Bianche. Con un po' di attenzione qui potrete osservare una sassifraga piuttosto rara, che personalmente ho visto solo qui, la Saxifraga seguieri. Qui ho anche fatto una bella foto della piu' comune Saxifraga a foglie opposte. Da qui, con un semicerchio per evitare di scendere e risalire, si attraversa una pietraia calcarea e si raggiunge un valico posto piu' ad Est e leggermente piu' elevato, il Colle della Roisetta, dal nome del monte che lo sovrasta a Sud. Sulle pietraie del valico vi sono bellissimi cuscinetti di Androsace alpina dai colori pastello che vanno dal bianco al fucsia.

Bec CarreèDal colle della Roisetta ci si abbassa rapidamente (attenzione, la traccia non sempre e' evidente!) sul versante ovest della Val d'Ayas, tenendo una direzione decisamente verso Nord, fino ad incontrare, risalendo il piccolo corso d'acqua che ne fuoriesce, il Lago di Rollin. Salendo verso il lago, con un po' di attenzione e di fortuna, sul terreno umido del greto del ruscelletto potrete osservare la Saxifraga androsacea, mentre sulle rive asciutte e ripide ci sono bei gruppi di Sedum alpestre dai bei colori verde-rossi-gialli. Guardando verso l'alto, invece, sulla sinistra si eleva la bella forma squadrata e ostile del Bec Carre', e di fronte invece la nostra meta, la Gran Sometta, dalle forme regolarmente coniche. Al Lago merita prendersi una sosta ristoratrice, prima di iniziare la piccola salita che, poco sopra, verso sinistra, in breve porta al Colle Inferiore delle Cime Bianche, punto di partenza per l'ultimo tratto di salita di poco meno di 300 m di dislivello.

Variante di salita al Colle Inferiore delle Cime Bianche

Nel secondo tracciato GPS e' descritta questa alternativa, che invece di prendere il sentierino che sale verso lo spartiacque prosegue verso Nord tenendosi sul versante di Valtournenche e, attraverso tracce di sterrati percorsi ahime' dai camion e dalle ruspe che eseguono gli sbancamenti sciistici, porta dritto verso il Colle senza scendere sull'altro versante. Questa variante e' naturalmente piu' breve del percorso precedente, ma paesisticamente e botanicamente molto piu' brutta.

La salita dal Colle Inferiore delle Cime Bianche alla Gran Sometta

Come gia' detto in precedenza, la salita percorre una traccia che parte da dietro la stazione in cemento della seggiovia. Inizialmente su ripide balze erbose, in mezzo a prati blu di genzianelle, percorre poi degli sfasciumi silicei abbastanza insidiosi e da prendere un po' con le molle per evitare scivoloni peraltro in ambiente non pericoloso. Poco prima della vetta una cengia che strapiomba sulla destra verso il lago di Rollin e il Colle sottostante potrebbe dare fastidio a chi soffrisse di vertigini, ma non e' preoccupante. Sulle rocce proprio sotto la vetta puo' capitarvi di vedere i bei cuscinetti bianco-giallini della Saxifraga muscoides, che peraltro ho trovato molto piu' freqeuente sulla vicina vetta del monte Roisetta, che si staglia in direzione Sud con la sua tipica forma arrotondata, al contrario del Grand StatuaTournalin, sulla sua sinistra, dalle forme piu' ardite.

Sulla vetta c'e' una piccola statua bianca della Madonna. La prima volta che sono salito, nel 2006, era in marmo, la seconda volta (nel 2009) era stata distrutta credo da un fulmine (voglio sperare non da vandali) ma restava il piedistallo di pietre cementate. La terza volta, nel 2011, la statuetta era stata sostituita con una molto simile ma di ceramica. Alcuni piccoli resti di quella di marmo si trovano ancora li' intorno. La vista dalla vetta e' spettacolare sul Cervino verso Nord. Sotto i piedi Cervinia e l'incredibile macchia turchese del Lac Goillet. A giro antiorario si vedono la sagoma tagliente del Dent d'Herin, il profilo seghettato della Grande Muraille, poi piu' verso Sud la Punta di Tzan. In lontananza il Bianco e il Gran Combin. Decisamente a Sud tutte le cime dal Ruitor all'Emilius, Grivola, Gran Paradiso, Punta Tersiva. Piu' vicine le vette della Roisetta e del Grand Tournalin. Verso la Val d'Ayas si vede la Testa Grigia, e poi virado ancora verso Nord tutto l'imponente massiccio del Rosa, fino al Breithorn e alla gobba di Rollin che sembra di poter toccare.

Discesa dal Colle Inferiore delle Cime Bianche all'ovovia delle Salette

Anche qui, se proprio siete stanchi e volete fare il percorso piu' breve scendete giu' seguendo il tracciato GPS che percorre gli stradoni sterrati fino all'alpe Motta (dove potrete rifocillarvio con una bella birra gelata) e poi a rientrare all'ovovia. In alternativa il secondo tracciato GPS percorre la cresta erbosa che separa il percorso di salita da quello di discesa normale, arrivando in punta direttamente sopra la stazione dell'ovovia e scendendo un po' ripido tra massi e ripidi pendii erbosi. Sui prati percorsi in questo itinerario ho trovato dei bei prataioli (Agaricus sp.).

Percorso da Cervinia - funivia del Plan Maison - Cime Bianche - Colle delle Cime Bianche

Questo percorso e' meno faticoso dei precedenti poiche' parte da piu' in alto. Lo svantaggio e' che c'e' da afre un po' di saliscendi perche' dalla stazione della funivia (2820 m) si sale al Colle delle Cime Bianche (circa 3000 m) si ridiscende fin sotto il Colle Inferiore delle Cime Bianche (2850 m) e poi si sale alla vetta. Inoltre il percorso di ritorno e' lo stessoGymnigritella dell'andata, il che contribuisce a rendere questo itinerario meno attraente. Il percorso e' tutto descritto in questo tracciato GPS. Questo secondo percorso e' anche meno interessante dal punto di vista botanico, anche se la salita dalla stazione della funivia al Colle delle Cime Bianche puo' favorire qualche incontro con piantine di alta quota come la Campanula cenisia, diversi tipi di sassifraghe ed il Genepi (Artemisia genipi).

La gita dal punto di vista botanico

Qualcosa ho gia' scritto sopra descrivendo i percorsi, qualcos'altro vedrete nelle foto (tutte le foto di questa pagina sono state fatte nei luoghi descritti). La zona e' abbastanza ricca botanicamente e specificamente alcuni incontri sono molto interessanti. Gia' citati quelli delle Sassifraghe (seguieri in primis, ma anche androsacea), la Saponaria lutea, le stelle alpine, il Sedum alpestre ed il Sedum atratum. Ma l'incontro piu' bello che ho fatto nei prati poco lontano dalla stazione dell'ovovia e' con un'orchidea splendida: un raro ibrido intergenerico tra Nigritella nigra e Gymnadenia conopsea, battezzato Gymnigritella suaveolens. E puo' ben chiamarsi cosi', visto che i due genitori sono tra i fiorellini montani piu' profumati in assoluto, con un odore dolcissimo di vaniglia.

Le foto

Come al solito le foto illustrano i paesaggi che si possono ammirare salendo dai vari itinerari indicati, e le persone che hanno condiviso con me la salita (per lo meno un pezzo). In questo caso pero', per mostrare meglio i laghetti che si incontrano e che spesso non hanno nome o hanno nome controverso, laddove la foto ha una mappa cliccabile questa non mostra il luogo dove la foto e' stata fatta, ma il lago illustrato. Ho pensato fosse piu' utile cosi'...

Sono inoltre illustrati alcuni dei fiori piu' interessanti che si possono incontrare salendo

Le foto sono qui