28 Giugno - Da Delhi ad Agra

Al mattino scendiamo nel seminterrato (bruttino) adibito a sala per la colazione, di livello piuttosto basso rispetto all’albergo: la colazione e’ in ogni caso accettabile, con tè indiano e Plain Paratha (frittatina di legumi) e Jebra Algo (patate al forno speziate). Alle 8.00 salutiamo Mr. Karni che rivedremo a Jaipur (dove vive) e dove pagheremo il nostro tour, e siamo pronti per dare un’occhiata alla parte nuova della citta’: New Delhi e’ costruita in modo abbastanza razionale, con molti giardini e vie larghe, ma e’ anche una città caotica, rumorosa, sporca. La gente è tantissima e ovunque, nessuno va mai a casa, perché la strada è la loro casa. La vita non si ferma mai, manca totalmente il silenzio. Da subito capisci che saranno giorni di stress con venditori insistenti, mendicanti e gente che vuole farti da guida, spiegarti, portarti a vedere negozi, sempre aon lo scopo di rimediare qualche rupia.  Tranne che in albergo, difficilmente saremo soli: del resto loro non sanno cos’e’ la privacy. Ogni azione qui si svolge in pubblico: mangiare, dormire, pregare, perfino le funzioni corporali. Ma a tutto ci si abitua e così piano piano ci integriamo e anche le mucche sdraiate per strada diventano una normalità.India Gate

Il nostro e’ un giro veloce, perche’ dobbiamo poi partire per Agra: ci limitiamo alla “citta’ nuova” dove visitiamo il Qutub Minar, l'India Gate, la tomba di Humayun. Per prima cosa Gajju ci porta a vedere il Gate of India (la porta dell’India), un arco maestoso alto 42 metri eretto in memoria dei soldati, indiani e non, morti nella Prima Guerra Mondiale, i cui nomi sono scritti a migliaia sulla pietra.  In arenaria, si staglia imponente all'ingresso del viale che porta alla Residenza Presidenziale, Rashtrapati Bhawan, e ad altri uffici governativi, ricorda un po’ l’Arco di Trionfo a Parigi.

Ancora in New Delhi visitiamo il bellissimo palazzo-mausoleo di Humayun, Humayun Tombsultano Moghul: si tratta di uno splendido esemplare di architettura islamica indiana. I giardini sono in perfetta tradizione araba e molto ben tenuti, e una sosta qui dal caldo della città sarebbe l'ideale… ma non possiamo concederci troppo ozio, la vacanza non si puo’ fermare! Risalente alla metà del XVI secolo, questo mausoleo è un esempio di architettura moghul. Si innalza su una piattaforma in arenaria rossa, le pareti della quale sono segnate da archi che si aprono in piccole celle. L'edificio principale presenta alti portali ad arco ed è sormontato da una cupola a bulbo, alta 38 metri. Le decorazioni in marmo bianco, cosi’ come la cupola, creano straordinari giochi decorativi sul gres rosso della struttura e sono tipiche dello stile islamico in India. Ogni membro della dinastia Moghul fece erigere, in mezzo a giardini chiusi da porte monumentali, uno splendido palazzo che, vivente il sovrano, serviva da residenza per la corte e, dopo la sua morte, veniva trasformato in mausoleo. Vedremo nei prossimi giorni molti altri complessi simili, Taj Mahal compreso. All'interno la sala centrale, di forma ottagonale, contiene la pietra tombale di Humayun ma, come nel Taj Mahal, la sepoltura si trova al livello del piano inferiore. Agli angoli della sala principale ciascuna delle quattro camere racchiude altre tombe di importanti personaggi moghul.

Nella cintura esterna di Delhi, a una decina di chilometri dal centro, visitiamo Qutb Minar, qtab minharuna vasta oasi archeologica. Il complesso si compone di numerosi edifici e templi indù e moghul in rovina, fra i quali spicca invece, perfettamente conservata, la grande torre in pietra arenaria rossa, alta 78 metri, che dà nome al luogo: la torre e’ davvero molto bella, imponente e maestosa. Ufficialmente si tratta di un minareto costruito dai musulmani Moghul nel 13° secolo, cui se ne sarebbe dovuto aggiungere un secondo, rimasto però incompiuto. Un’altra versione vuole che il monumento sia in realta’ un osservatorio astronomico costruito attorno al 4° secolo d.C. e costituirebbe il primo nucleo abitato attorno al quale sarebbe poi nata la città di Delhi. In tutta l’area ci sono splendidi giardini con prato inglese e alberi secolari fittamente abitati da vivacissimi pappagallini verdi e scoiattoli semiaddomesticati, che ci godiamo passeggiando.

Infine ci spostiamo di qualche chilometro in periferia per visitare un tempio moderno, il Bahá'í TempleBahai Temple, dalla forma stilizzata di un fiore di loto. Gajju, col suo inglese un po’ stentato ci spiega che il tempio e’ frequentato da musulmani, hindu e cristiani; a noi sembra piu’ musulmano che altro, in realta' a posteriori scopriamo che il Bahaismo e' una religione a se stante! ci togliamo le scarpe per entrare e dentro e’ enorme, tutto in marmo bianco e piuttosto freddo, con tante panche per sedersi (anche la seduta delle panche e’ in marmo!) e nessuna decorazione. Strano ma suggestivo. All’esterno ci sono giardini all’inglese stupendi che non ci stanchiamo di ammirare e fotografare, e con loro il via-vai della folla di locali.

Partiamo con Gajju per Agra, nell’Uttar Pradesh. La distanza è circa 250 kilometri che abbiamo fatto in circa 5 ore essendo la strada, come spesso in India, non in perfette condizioni. Ci fermiamo a mangiare per strada in un posto tipo i nostri autogrill, dove spendiamo 550 rupie senza essere granche’ contenti, tra l’altro ci hanno aggiunto le tasse che non erano dichiarate nel menu. Il posto sara’ da noi ricordato come “Il ladro”.

Ci fermiamo poco prima di Agra per visitare la Tomba di Akbar, Akbar Tombil più illustre e famoso imperatore della dinastia moghul. Il mausoleo si trova nel sobborgo di Sikandra, circa otto chilometri a nord dal centro di Agra. La tomba sorge al centro di un verde e tranquillo giardino, nel quale pascolano indisturbati bellissimi cervi o antilopi che siano. Al complesso monumentale si accede attraverso un imponente portale in arenaria rossa, che costituisce l’elemento più significativo dell’opera. Bellissime sono le decorazioni in marmo bianco intarsiato che ornano i quattro minareti. Il mausoleo è costruito secondo la tipologia architettonica, di origine persiana, della tomba-giardino, con il modulo del char-bagh (lett. giardino in quattro, ossia giardino quadrato diviso in quattro parti da corsi d’acqua. Il complesso presenta viali e marciapiedi affollati da scimmiette di razza entello, che aspettano pazienti un po’ di cibo dai visitatori e nel frattempo si spulciano l’un l’altra e… fanno stretching!scimmia  Nei paraggi vediamo anche diversi pavoni, e naturalmente tantissimi scoiattoli. Il posto ci piace molto, e io scopro di essere un soggetto particolarmente interessante per molti indigeni che, forse incuriositi dal colore dei miei capelli, si avvicinano timidamente per chiedermi di farmi una foto. Ne ridiamo, noi turisti diventati attrazione…, ma volentieri lasciamo fare.

Arriviamo finalmente all’hotel Clarks Shiraz, lussuosissimo, e veniamo accolti all’ingresso da un portiere vestito come un principe, portierecompleto di turbante arancione e baffoni. Hotel bellissimo, dove non possiamo rinunciare a rilassarci un momento in piscina, anche se io lo faccio dopo qualche titubanza, intimorita dal personale che non schioda da li’ e ci osserva: ci spogliamo infatti sotto i loro poco discreti sguardi, e ci dimentichiamo di fare la doccia pre-bagno. Non capiamo neanche di dover immergere i piedi in catini pieni di acqua rosa posti vicino alle scalette prima di immergerci… e veniamo amorevolmente ripresi! Ma ormai si sta facendo buio: rinfrescati e rilassati usciamo dall’albergo, rintuzziamo le offerte di riscio’ e dopo pochi metri entriamo al Ristorante Rajo, dove ceneremo. Mangiamo molto bene: Mumtaz Thali e Akbar Thali (Akbar era l’imperatore di cui sopra, e Mumtaz l’amata moglie del maharaja che fece costruire in sua memoria il Taj Mahal), il tutto innaffiato da due birre Kingfisher, che diventeranno una costante delle nostre cene: scopriremo presto che per le birre si spende circa meta’ dell’intera cena, e questo piu’ o meno dappertutto! Stasera spendiamo 1300 rupie mancia compresa (circa €10 a testa), la cifra piu’ alta che spenderemo in tutto il viaggio per cenare.
Andiamo a nanna volentieri, la prima giornata e’ stata davvero ok, ma domattina ci aspetta una levataccia!

Ieri... -- HOME PAGE -- Domani...