7 luglio - Udaipur --> Pushkar

Fiori di lotoSi parte alle 9 per Pushkar; la prima parte di viaggio è molto bella, la strada si snoda tra vallate tranquille contornate da verdi montagne e laghetti con ninfee e fiori di loto. Facciamo tappa a circa 20 km da Udaipur, dove visitiamo due templi antichissimi e non più in uso: Sas (suocera, il più importante) e Bahu (nuora), entrambi dedicati a Shiva. Sono in arenaria scolpita, con tantissime figurine raffiguranti gli dei ma anche donne e uomini che danzano; alcune scene sono di carattere erotico. Una guida locale professionista, un anziano signore che ci Sas bahusembra molto colto ci racconta in maniera appassionata il perché e il percome di tutto quanto possiamo ammirare, mostrandoci le varie raffigurazioni e sciorinandoci i nomi delle incarnazioni di Vishnu e delle relative simbologie. Troviamo la visita molto interessante, lasciamo 100 rupie di mancia alla guida e riprendiamo la via per Pushkar.

Il viaggio continua tra le valli dei monti Aravalli, la temperatura è ottima, addirittura a tratti possiamo viaggiare senza aria condizionata. Per strada incrociamo moltissimi camion che trasportano enormi massi di marmo bianco: la zona è infatti famosa per i suoi marmi, bianchi, verdi, gialli davvero molto belli, e lungo la strada ne vediamo depositi e negozi. Ci fermiamo in un paesino lungo la strada per un veloce pranzo, in un giardino caldissimo attorniati da decine di mosche (370 rupie). Appena arrivati a Pushkar andiamo in albergo: vorremmo fare un check-in veloce, ma ci accorgiamo di aver dimenticato i passaporti a Udaipur. La maledizione dell’hotel Ram Pratap da me Jagat Palacedisprezzato ha colpito! Immediatamente il fido Gajjù si attiva e con una tempestosa telefonata ottiene che un corriere parta da Udaipur per portarci i documenti! Sistemata la cosa (speriamo!) prendiamo possesso della camera al Jagat Palace Hotel, imponente, con arredo un po' pesante ma sontuoso. In particolare sono bellissimi i giardini tutto intorno. Ma al momento non possiamo goderceli, la visita di Pushkar ci aspetta!

Cosi’ ci fiondiamo rapidamente verso il centro, e subito inizia l’ora più stressante della nostra vacanza. Pushkar e' una delle (tante) citta' sacre indiane caratterizzata da un lago le cui acque i locali dicono siano benedette. Purtroppo anni di crescente turismo hanno probabilmente modificato la fisionomia della cittadina e l'anima dei suoi abitanti, e adesso si fa fatica a respirare aria di sacro. Il posto pullula di mendicanti davvero troppo insistenti e di finti bramini che hanno affinato una serie di tecniche per spillare piu' soldi possibile ai turisti in visita. In pratica la cosa funziona così. Appena un turista arriva nei pressi del lago un finto-sacerdote vestito di bianco lo affianca e gli mette in mano dei fiori, cercando di convincerlo a seguirlo fino alla riva del lago ed essere “iniziato” alla preghiera. Ovviamente per chi accetta seguirà una richiesta-pretesa alquanto esosa di denaro. In cambio al braccio del malcapitato viene legato un braccialetto di cotone rosso che serve da lasciapassare nei confronti di altri “esattori”. Noi ci siamo rifiutati di sottostare a questa specie di mafia locale, il che ha comportato la presenza sfiancante di uno di questi tizi per un bel po’ di tempo; ovviamente ne è conseguito un discreto malumore, che si è stemperato solo quando alla fine siamo riusciti a rimanere soli e a goderci il silenzio del lago.

LagoPer rilassarci saliamo infatti sulla terrazza di un albergo e in un ambiente vagamente hippy beviamo io un the alla menta e Franco una non meglio identificata “lemonana”, godendoci la vista del lago dall’alto prima di scendere ai gath. Pushkar è comunque una cittadina particolare, molto caotica, colorata, sporca, affollata ma indubbiamente con un suo fascino: forse per i templi che si incontrano lungo la strada principale alternati a negozi e bazar, sicuramente per la presenza del lago, dei ghat che mi ricordano Benares, con la gente che si bagna o lava i panni, prega, offre fiori, il tutto in acque non troppo pulite che loro arrivano addirittura a bere. E poi la gente qui sembra più misera e più sporca del solito, i bambini più insistenti nelle loro richieste di soldi Lagoper comprare chapati, cioè pane sembrano più poveri che altrove. Bisogna slalomare tra i numerosi accattoni che si avvicinano e ti toccano chiedendo bakshish. Nonostante tutto Pushkar continua ad essere visitata ogni giorno da centinaia di pellegrini indiani che considerano sacro il posto, continua ad essere il luogo dove moltissimi sadhu decidono di fermarsi a vivere.

Visitiamo il Brahma Temple colorato di rosso vivo e con colonne azzurre, l'unico tempio dedicato a Brahma esistente in India e quindi tutto il mondo. E’ particolarmente sporco, pieno di mosche, api, escrementi per terra…; è il solito tempio hindu, siamo dovuti entrare uno alla volta perchè non si poteva portare all’interno alcun oggetto, così uno andava e l’altro reggeva borse, portafogli, macchina fotografica ecc. All’ingresso ci vogliono dare dei fiori e delle palline di zucchero per offrirli al sacerdote che si trova all’interno, il sacerdote li benedirà e a sua volta ce ne darà degli altri da gettare nel fiume come offerta. Ma siamo troppo stressati per seguire il rituale, anche perché di continuo ci vengono chiesti soldi, e non prendiamo nulla. Sulla via del ritorno passeggiata attraverso il centro di Puskar con miriadi di negozietti, dove i commercianti ti invitano ad entrare nei loro bazar in modo a volte insistente.

Compriamo per 300 rupie 2 veli bellissimi con paillettes e lustrini, uno azzurro e uno nero, che regalerò a Roberta, poi 1 scatola, 1 palla di natale e 1 ciotola in lacca decorata, tutto per 600 rupie, e infine a 1000 rupie una bella statuina in legno che rappresenta due ballerine. Ne abbiamo abbastanza, ci rifugiamo da Gajjù che ci riporta in hotel e decidiamo Piscinaseduta stante di cenare in albergo. Nonostante sia quasi buio, cerchiamo (e troviamo) la splendida piscina, e ancora una volta un piacevole bagno scaccerà stanchezza e malumori. La sala da pranzo è decorata con le belle pitture floreali e sui muri sono appese frecce, scudi e lance. Prendiamo dei piatti a base di verdure e curry, visto che in tutta la città non servono né piatti a base di carne nè alcolici, e spendiamo 1220 rupie.

Parla Franco. Attenzione: invettiva avvelenata. La mia opinione è molto semplice: NON ANDATE A PUSHKAR. Per una volta non credete alla guida Lonely Planet che la descrive come un posto rilassante dove riposarsi dalle fatiche del viaggio, poteva esserlo 20 anni fa, non lo è più. Comunque organizziate il vostro viaggio, visto che per andare da Udaipur a Delhi bisogna passare lì nei pressi, fate tappa ad Ajmer. Quello che qui segue sono opinioni personali, prendetele come tali. Pushkar è diventata un ritrovo di imbroglioni che cercheranno con una insistenza che voi umani non potete neanche immaginare di estorcervi soldi con l'imbroglio. Giuro che alla fine anche Maddalena era talmente fiaccata nello spirito che avrebbe ceduto pur di stare tranquilla, scucendo la mazzetta pur di avere il famoso braccialetto lasciapassare. Per quanto mi riguardava, pur di non cedere a quella farsa avrei fatto valige seduta stante e avrei chiesto a Gajju di portarci da un'altra parte. Alla fine l'ho vinta, anche perche' ero così incazzato da diventare più stronzo di loro (i finti brahmini). A Pushkar non c'è niente da vedere, il lago e' suggestivo, ma niente più (vedi foto), le poche cose che si possono vedere non si possono fotografare (ho rischiato una multa facendo la foto del lago, ma, come ho detto, ero incazzato). Il Tempio di Bhrama non si poteva fotografare, perche' fisicamente ti requisivano tutto quanto avevi in mano all'entrata (come Madda ha raccontato, per non scucire la tangente siamo entrati separatamente e chi stava fuori teneva la roba di quello che stava dentro). Non mi ricordo comunque niente del tempio, quindi credo non fosse granchè. Un altro tempio che c'è in città, piu' moderno, è off-limits per i non Hindu, quindi non ci hanno fatto entrare. Nell'intera città non è possibile mangiare un pezzo di carne nè bere una birra (passi la prima, ma non la seconda smile). L'unica cosa veramente notevole era l'albergo, ma vale la pena di venire fino qui per stare in un bell'albergo? NON ANDATE A PUSHKAR, non fatevi fregare. Consiglio per Karni Singh: togli Pushkar dagli itinerari e metti Ajmer al suo posto, se qualcuno ti chiede di andare a Pushkar fagli leggere questo brano e poi chiedigli se ne ha ancora l'intenzione. Fine del pistolotto anti-Pushkar.

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