8 luglio - Pushkar --> Delhi --> Casa

ColazioneAncora qualche sguardo (e foto) all’hotel: è di recente costruzione ma realizzato nello stile dei palazzi dei maharajà, anche qui le pareti sono ricoperte di foto antiche, armi e pitture tipiche. La stanza è arredata, come tutto il resto dell’albergo, in stile inglese dell'800, davvero molto bello. Facciamo colazione in uno dei mille angoli dello splendido giardino, mentre speriamo che siano arrivati i nostri passaporti. Così è, e – con una mancia di modiche 500 rupie su consiglio di Gajjù al ragazzo che si è fatto la notte in corriera per riportarceli (vedi racconto di ieri) - lasciamo l’hotel.

Auto retròSiamo diretti a Delhi, ma passeremo per Jaipur a salutare Karni, e senza capire perché qui avverrà un nuovo cambio della guardia: Shankar prenderà nuovamente il posto di Gajjù, e anche la Toyota sarà sostituita da un’altra auto. Non so essere precisa sulla marca, comunque si tratta di un’auto decisamente più vecchia, dal fascino un po' retrò, bianca e comunque bella. E’ un po’ più piccola e meno confortevole dell’altra, ma ci accompagnerà per un solo giorno… Nonostante sia una macchina d'epoca è stata comunque attrezzata con aria condizionata, impianto stereo etc.

E siamo di nuovo a Delhi, dove visiteremo la Moschea Jama Masjid, il Forte, e avremo un’assaggio della città vecchia. Con l’aiuto di Shankar contattiamo e contrattiamo per un risciò, che ci porterà là dove un’ auto si muoverebbe a fatica. Prima visitiamo la Moschea, che si erge su una piccola altura nel cuore della vecchia Delhi. Già salendo la gradinata si intravede uno dei due altissimi minareti. Il complesso della Moschea è formato da una grande piazza quadrata circondata per tre lati da mura e porticati, e chiusa ad est dall'imponente Moscheaedificio della Moschea vera e propria. Su ciascuno dei tre lati porticati della piazza si apre una porta di ingresso, noi entriamo dalla porta Nord. Al centro della piazza c'è una grande fontana, anch'essa quadrata. La piazza e' molto vasta, e sembra quasi deserta pur se a contarle ci saranno sicuramente diverse centinaia di persone. Pagando una cifra modesta si puo salire sulle mura e sul minareto sud, cosa che facciamo senza indugio. La vista di Delhi dall'alto e' molto bella, le strade intorno alla Moschea sono quasi tutte occupate da bazar ed il brulichio delle persone che le intasa e' impressionante.
Prima di andare a visitare il Forte Rosso ci aggiriamo ancora all'interno del cortile della Moschea, godendoci scene cui non siamo abituati. Molti fedeli locali stanno qui semplicemente seduti a terra a chiacchierare, godendosi l'ombra dei portici o il fresco del marmo all'interno della Moschea. C'e' chi prega, i bambini giocano intorno alla fontana centrale. E' bello questo miscuglio di religioni, i musulmani non sono gli unici a visitare questo posto, ed i vestiti neri delle donne musulmane si mescolano ai coloratissimi sari delle donne Hindu, e guardandosi intorno si scoprono zuccotti bianchi e turbanti arancio e rossi, e qui si capisce appieno il perche' l'India e' spesso chiamato un "melting pot" di popoli e religioni.

Alla fine della visita ritroviamo il nostro rickshaw che ci attende per portarci al Forte Rosso. Per la visita paghiamo 500 rupie invece delle 100 Red Fortpreviste dalle guide (e da Shankar!). Dopo un accurato controllo scopriamo che effettivamente la cifra e' stata aumentata di recente, e quindi sborsiamo il dovuto, tra le risa delle guardie che sembrano pensare "volete vedere il Forte? pagate, chè i soldi ce li avete..." (e in fondo hanno ragione). Si entra al Forte attraversando l'imponente Lahore Gate in arenaria rossa cosi' come tutte le mura dintorno. Subito dopo la porta si attraversa il Meena Bazar, ricco di bancarelle che vendono decori d'oro e d'argento lustrini, specchietti, pietre semipreziose, vestiti ed accessori per i matrimoni e le feste, come i vistosi turbanti che indossano gli sposi. All'interno delle mura del Forte, visitiamo una serie di costruzioni molto interessanti e belle, e ritroviamo gli ambienti gia' visti in forma diversa negli altri forti visitati: Il Diwan-I-Am, sala delle udienze pubbliche costituita da un colonnato coperto ed aperto sui lati, la piccola e preziosa moschea di marmo bianco, Moti Masjid, il Diwan-I-Khas, la sala delle udienza private, anch'esso di marmo bianco e con bellissimi intarsi di pietre colorate, per finire col meraviglioso Khas Mahal, il palazzo privato, abitazione del Maharaja, ricchissimo di intarsi marmorei che sembrano vere e proprie trine leggerissime e sontuose. Proprio un bel "gran finale" per questa vacanza, con la visita ad uno dei complessi piu' belli di quelli fin qui visitati.

Vecchia DelhiAll'uscita ritroviamo il nostro uomo riscio', che come previsto ci porta a fare un giretto all'interno delle stradine del centro. Tutta la zona compresa tra Jama Masjid ed il Chandni Chowk, l'arteria principale della vecchia Delhi che dal Lahore Gate porta verso est e' un immenso Suk che ci ricorda molto quelli visitati in Marocco, a Fez ed a Marrakech. Ci godiamo la passeggiata in bicicletta, Franco riprende con la telecamera l'incredibile intrico di folla che si accalca nelle stradine strettissime. Quando sbuchiamo in Chandni Chowk siamo frastornati. Decidiamo di fare due passi a piedi, percio' congediamo il nostro guidatore, che insiste per portarci indietro fino alla macchina dove ci ha presi (un po' per dovere professionale, un po' perche' forse pensa che non ce la faremo mai a ritrovare la macchina stessa, sensazione che in parte condivido, ma Franco e' cosi' sicuro di sapere dove andare che non posso far altro che fidarmi). In effetti non so come ma Franco riesce a ritrovare facilmente l'immenso parcheggio dove sta la nostra macchina. Ritrovare la macchina all'interno del parcheggio sarebbe un vero problema, ma come immaginavamo il buon Shankar e' li' all'ingresso che ci attende per guidarci nel nostro ultimo tragitto fino all'aeroporto.

Così, come tutte le cose belle, anche questa e' finita, e fortunatamente e' finita bene, tutto e' filatovia liscio (a aparte il piccolo inconveniente dei passaporti dimenticati a Udaipur, peraltro brillantemente risolto dal fido Gajju).In aeroporto sorridiamo al pensiero che, come al solito in queste occasioni, torniamo a casa con un bagaglio piu' che doppio di quello con cui eravamo partiti. Non ci resta che, ancora una volta, ringraziare Karni per la perfetta organizzazione, Gajju e Shankar per averci guidati sani e salvi per piu' di 2500 Km, e sperare che la prossima vacanza sia altrettanto soddisfacente da tutti i punti di vista. Alla prossima!
Aeroporto

Ieri... -- HOME PAGE