N. S. e l'attacco dei Carabinieri Mutanti

Nicola Salmoria... chi e' costui? La risposta, per chi lo conosce almeno di fama, e’ semplice: Nicola e’ uno dei rari geni informatici italiani. Per tutti gli altri, la storia potrebbe iniziare cosi': In quel tempo (il lontano febbraio del 1997) Nicola guidava, pigiando i tasti freccia sulla tastiera del suo PC, una pallina gialla che mangiava caramelle bianche su sfondo blu, inseguita da quattro fantasmini colorati. Nicola aveva appena risuscitato Pac Man (meglio, come ci insegna Scott Pilgrim, Puck Man), e lo aveva fatto in modo particolare, anzi, direi, geniale!

Non so dire cosa si prova ad essere svegliati alle sei di una normale mattina di inizio inverno da un trillo prolungato e ripetuto al campanello e, andando ad aprire con gli occhi cisposi, sentirsi dire "Carabinieri". Non so dirlo, anche se mi e' capitato. Ricacci lo sbadiglio in gola e se sei, come sei, tranquillo con la tua coscienza pubblica e privata, pensi a un cazzo di sbaglio o a una eccitante ricerca di informazioni per qualche misterioso delitto consumatosi nel vicinato. Poi rapidamente le certezze si sgretolano, le gambe cominciano a tremare. Perdio, vogliono proprio te.

Nicola non ha fatto quello che gia' decine di mediocri informatici avevano fatto prima di lui. Non e' difficile, se sei un discreto programmatore, osservare Pac Man su una macchina da bar e riprodurlo su un PC. La pratica artigianale di costruire un programma che copia il comportamento di un altro si chiama simulazione. Il programma costruito e' una statua di cera, una copia, un'imitazione. Nicola non e' cosi' banale, ha fatto di piu': ha preso il vero Pac Man e lo ha, semplicemente, risuscitato.

I bambini... a quest'ora dormono, penso. Potrebbero essere turbati nel vedere i Carabinieri in casa, non e' cosa bella. Maddalena, non ti preoccupare, e’ tutto OK. Mi guarda e pensa ... cosa pensa? Che cosa le ho nascosto? Madda, i bambini dormono? non si sono svegliati? No, hanno il sonno pesante. E' presto ed il suono insistito del campanello non li ha disturbati, apparentemente. Le prime reazioni sembrano calmare il piglio nervoso dei carabinieri, le mani girano alla larga dalle pistole, si rendono conto che probabilmente non hanno di fronte un criminale incallito e che, se lo e', sa fingere molto bene e comunque non tentera’ una fuga.

Almeno in una cosa Nicola e' stato fortunato: a quell'epoca non era cosi' complicato trovare un cadavere di Pac Man, bastava cercare in una discarica in prossimita’ di una sala giochi. E’ facile individuare le cabine dei giochi da bar, accatastate insieme ai copertoni e ai materassi (chissà perche' copertoni e materassi sono i rifiuti piu' comuni nelle discariche abusive; la gente rinnova spesso automobile e letto, evidentemente). Basta cercare quella decorata esternamente con la pallina gialla e con i fantasmini colorati, e il gioco e' fatto. Si apre la cabina, non e' importante lo schermo, bisogna cercare il cuore. Quello si puo' risuscitare, clonare, riportare in vita con una tecnica particolare, anzi, ripeterei, geniale!

Il corpo del reato? niente di piu' semplice. Lei ha ricevuto recentemente un pacchetto postale contrassegno. Abbiamo le prove, ecco la sua firma sulla ricevuta del postino. Cosa c'era dentro? Puo' consegnarcelo? Mi viene quasi da ridere. Si' e' proprio qui, sopra il TV (il TV era ancora uno scatolone, e poteva essere usato in questo modo), in sala, insieme ai CD di musica Jazz e classica. Poi, dopo il sospetto che stessero scherzando, mi rendo conto che la cosa potrebbe degenerare, come il sassolino che si trasforma in valanga se la neve e la pendenza sono quelle giuste. Maddalena continua a guardarmi con un tono tra l'incredulo e l'interrogativo; lo so, non si puo' guardare con un tono, ma questo e' il modo in cui mi guardava.

Il cuore di Pac Man e' all’interno della cabina, dietro il joystick, sotto il tubo a raggi catodici. Bisogna aprire la gabbia toracica. Non e' difficile con un martello e una tenaglia. Bisogna pero' stare attenti a non danneggiarlo. Il cuore di Pac Man, pur essendo di materiale meno deperibile di quello animale, e' pur sempre un oggetto delicato. Ad essere precisi, per riportare in vita un Lazzaro elettronico non basta il cuore, ci vuole anche il cervello. Bisogna saper individuare, nella scheda madre, il processore centrale e la memoria che contiene il programma.

La perquisizione. Dove tiene il computer signor Guadagni? Di sotto, in tavernetta. Dobbiamo sequestrarglielo. Ecco, cominciamo bene. C'e' il sospetto che lei sia implicato in un giro di produzione e vendita di software illegale. Tipo musica MP3? rispondo incredulo e gia' pronto ad una ammissione di colpa piena e liberatrice. Si', sono un criminale. Mi sono scaricato recentemente le Suite per violoncello di Rostropovich e l'introvabile CD di Bisio e Rocco Tanica. No, e' roba molto piu' pesante, parliamo di spaccio, non di consumo personale. Lei ha un masterizzatore? Si', eccolo li'. Bene, PC sequestrato. OK. Andato. E tutti questi CD qui intorno? Be', roba personale, backup, foto, roba scaricata, musica... Sequestrati. OK. Andati.

Il cuore e' il motore, il cervello da' le regole. La CPU serve a far vivere il software che sta scritto nella memoria ROM. L'idea di Nicola NON e' quella di far funzionare di nuovo la scheda madre, ricostruendogli attorno tutto quello che c'era (troppo banale, no?), ma copiare il cuore ed il cervello di bit immateriali e farli rivivere esattamente com'erano, in un altro corpo. Impossibile. Macche'. Niente e' impossibile per Lui.

Abbiamo visto, di sopra, molti CD. Si', sono piu' di 500. Tutti originali. Tutti regolarmente acquistati, fate un po' il conto... Dobbiamo sequestrarli. Al pensiero di come avrebbero fatto a portarli via un "cazzi vostri" mi e' venuto in mente, ma la situazione non era tale da incoraggiare letture trasversali e alzate d'ingegno ironico. Lo sfigato di turno tra gli agenti va in macchina e torna con tre o quattro cartoni di quelli da trasloco. Pian piano, con rigore certosino, tutti i CD vengono etichettati e inghiottiti dagli scatoloni. Li riavra' indietro quando tutto sara' chiarito. Seeee....

La teoria informatica assicura (e chi sono io per non credere a Turing?) che nel mondo dei computer il piu' potente (dal punto di vista delle capacita' di calcolo e di memoria) puo' "emulare" i meno potenti. Questo vuol dire che, se opportunamente programmato, il computer piu' potente puo' agire ESATTAMENTE come quello piu' semplice. Quindi, se io costruisco un emulatore della CPU della cabina del Pac Man del bar, e poi gli do' in pasto il codice binario contenuto nella ROM (il cervello), il mio computer si comportera' ESATTAMENTE come faceva la cabina del bar. Lo so che questa cosa non eccita alcuna meraviglia, stupore o esultanza nel 98% della popolazione, ma il restante 2% rimane folgorato dalla pulizia e rigore dell'approccio, e dalla apparente magia dei risultati.

E adesso che vi siete portati via i CD e il Computer? Semplice, facciamo una visitina nel suo ufficio, per cercare altre prove ed evidenze di reato. Bang! Accompagnato in ufficio, coi ceppi ai polsi, il PC dell'ufficio sequestrato. Il lavoro perso. La pubblica gogna. Il ludibrio, il disonore. Posso suicidarmi subito qui a casa circondato dall’affetto dei miei cari? No, signor Guadagni, lei non ci sembra un criminale (oh, un po' di fiuto per questi affari nel loro lavoro l'avranno pure acquisito, no?) vediamo cosa possiamo fare per compiere il nostro dovere senza procurarle un danno che potrebbe non meritare (evviva, il sospetto si e' veramente insinuato)

Insomma, il giochino non parte se non metti le monetine. Quando le metti (tasto 5 della tastiera) il software va, fa i suoi controlli, e dopo aver premuto "start" (tasto 1 della tastiera), la pallina gialla comincia a mangiar puntini bianchi nel labirinto su sfondo blu, mangia ciliegie e fragole ma a un certo punto e' fatalmente raggiunta e mangiata dai fantasmini. L'emozione e' esattamente la stessa. Se il programma del bar aveva un qualche piccolo difetto, una situazione particolare che potevi sfruttare a tuo vantaggio, questo viene riprodotto. Se eri un campione di Pac Man e non lo avevi piu' giocato da quando le macchinette da bar erano finite tutte nelle discariche insieme a copertoni e materassi, ecco, Nicola il Grande aveva fatto il miracolo, Pac man, il vero Pac Man, era di nuovo vivo.

Be', visto che se tiri una corda all'annegando questo cerca di usarla al meglio, nel tragitto da casa all’ufficio, effettuato a bordo della gazzella d'ordinanza, contribuisco attivamente alla stesura di un piano adatto a salvare la loro capra (indagine, perquisizione, sequestri) e i cavoli miei (il mio lavoro e la mia vita). Poco tempo prima (la sorte, si sa, non e’ avara di ironia) avevo lavorato in ausilio alla Polizia Postale per riuscire a trovare il bandolo di uno dei primi giri di pedopornografia sui gruppi di discussione Usenet News. Cosi' le guardie della sicurezza all’ingresso non ebbero difficolta' a far entrare i cugini Carabinieri che dovevano accompagnare l'Ingegnere per poter lavorare insieme su un caso di illeciti perpetrati grazie all'uso della demoniaca Internet(!). Arrivati al PC, gli agenti si accontentarono di fare una copia fisica del disco, e questa parte della storia fu molto meno traumatica del prevedibile.

Spero che una frazione non trascurabile dei pochi e selezionati lettori abbia intuito la magia del software di Nicola: Lui aveva fatto un lavoro perfetto: emulato il cuore (la CPU) e iniettato il cervello (i bit della ROM). A ben vedere, la CPU di Pac Man non era diversa da quella contenuta in altre cabine di giochi simili (esempio, quello della rana che attraversa la strada o del millepiedi che spara alle astronavi). Diverso era invece il programma, i bit contenuti nelle ROM dei diversi giochini. Nicola aveva costruito il motore: un programma eseguibile che, emulando una CPU, non e' di per se' in grado di funzionare, da solo. Se pero' a questo programma si danno in pasto i bit di Pac Man ecco i fantasmini, se si danno i bit di Frogger la rana si fara' spiaccicare dai camion o mangiare dai coccodrilli. Il programma si chiamava (e si chiama tuttora) Multiple Arcade Machine Emulator (MAME).

La semplicita' e pulizia del metodo, l'attrattiva esercitata dal poter rigiocare ai mitici arcade da bar, le doti organizzative unite alla non usuale capacita' tecnica di sviluppo software di Nicola fecero nascere un vero e proprio movimento internazionale. Formato inizialmente da alcuni, poi da decine e infine da centinaia di programmatori che perfeziona(ro)no il programma (l'emulatore di diversi modelli di CPU), coadiuvati da una comunita' di cacciatori di ROM, che batteva le discariche di mezzo mondo (il mezzo mondo civile che ha civilmente delle discariche illegali in cui gettare materassi, copertoni e macchine arcade da bar). I cacciatori di ROM individuavano le preziose cabine, cercavano le memorie, le dissaldavano dalla scheda, e grazie a speciali apparecchietti ne facevano il dump, vale a dire leggevano e riproducevano i bit contenuti li' dentro, scrivendoli in un file che poteva poi essere dato in pasto a MAME, per risuscitare il gioco.

L'unione fa la forza. Il programma emulatore senza i dati delle ROM non serve a niente, ma e' di per se' legale (non infrange alcun copyright). I files ROM contenenti i giochi sono teoricamente coperti invece da copyright. Il programma eseguibile viene esposto su un sito Web, e chiunque puo' scaricarselo liberamente senza infrangere alcuna regola. I bit contenuti nelle ROM, per quanto materiale (?) totalmente privo di valore (se Nicola non avesse inventato MAME!), resta protetto. La protezione non viene pero' in realta' fatta osservare da nessuno, ed infatti lo scambio di ROM avveniva (ed avviene ancora oggi) abbastanza liberamente sui gruppi di discussione (e oggi sui canali p2p), e nessuno ha mai seriamente perseguito questi scambi.

OK, ormai e’ chiaro. Il corpo del reato erano due CD contenenti i "dump" delle ROM di un migliaio di giochi da bar. Una meraviglia: da Pac Man a Frogger, da Centipede a Donkey Kong a Qix. Li aveva masterizzati un ragazzo, BB (anzi, adesso che ci ripenso effettivamente era BrBa, ma non assomigliava alla Bardot) che aveva raccolto tutte le ROM allora conosciute e decodificate, e le distribuiva su CD chiedendo una offerta libera da 0 lire in su. Se si pensa che a quell'epoca l'ADSL non c’era e i modem andavano a 48K quando erano veloci, si capisce come BrBa facesse un grosso favore a tutti gli appassionati.

I curiosi possono trovare ancora oggi, cercando su Internet, abbondanti tracce di AMOS (questo il nome in codice dell'operazione, che vide una retata contemporanea a una settantina di persone in tutta Italia, a fine ottobre 1999). Adesso che l'assassino e' stato svelato non mi interessa piu' raccontare come fini' la storia, ma un paio di considerazioni sui buoni e i cattivi ci stanno ancora.

I Buoni: L'avvocato difensore. Se sei imputato ti devi difendere, e non puoi evitare di chiedere ad un avvocato di tutelare i tuoi diritti. Su indicazione della comunita' MAME chiamammo l'avvocato difensore scelto da BrBa, con studio in Bologna. Questi si degno' riceverci per farsi consegnare brevi manu l'equivalente di mille euro attuali, come acconto per occuparsi del caso. Il caso si sciolse ben presto come neve al sole, il suddetto avvocato non mosse un dito, si tenne i mille euro e dovette essere chiamato piu' volte per telefono e via fax per poter avere almeno una copia della notizia di stralcio dal processo, che annullava il capo di imputazione perche' il fatto non sussisteva.

I Cattivi: I Carabinieri. Senza lunghi baffi borbonici e senza divisa a strisce rosse, alla Centrale mi si presentarono incarnati da un tenente, ragazzo molto sveglio e culturalmente preparato. Ricevettero me e mia moglie, per esaminare in nostra presenza il materiale sequestrato e per farmi domande in merito. Si sa, ognuno conosce i trucchi del suo mestiere, ma il complimento per la musica contenuta nei CD sequestrati non era solamente un artificio per mettere a suo agio un presunto criminale. Il giovane tenente non poteva simulare (men che meno emulare) una conoscenza tutt'altro che superficiale del mondo del jazz e della musica minimalista, argomenti di cui disquisi’ con disinvoltura come prologo all’indagine. Gli agenti vagarono lungamente alla ricerca, nell'Hard Disk, di qualsiasi cosa potesse essere relativo al reato perseguito (duplicazione e vendita a livello semindustriale di giochi per Playstation). Nella evidenza, che si faceva spazio man mano che le varie zone del disco venivano esaminate, che non ci fosse niente di correlato, una tiratina di orecchie mi venne fatta solo quando videro i vari programmi scaricati con relativi crack che, per punizione e con la mia approvazione, benedizione e sollievo, vennero cancellati. Ma la cosa che piu' mi colpi' fu che, imbattendosi in qualche foto "ose'" di bellezze orientali scaricate da Internet (ognuno ha le sue debolezze) sorvolarono, in ossequio alla presenza di mia moglie, su quei piccoli segreti, senza approfondimenti specifici.
Quando andai, qualche mese piu' tardi, a recuperare il PC ed i miei CD musicali e non, lasciai loro piu' che volentieri i due CD corpo del fantomatico reato, ma mentre prendevo gli scatoloni ero certo: Tutti i miei CD erano li' dentro, e lo sapevo non solo per il peso degli scatoloni....

Lo ammetto, ogni tanto gioco ancora con MAME.

FG

Attack of the Mutant Camels