Tutti i pensierini.

Pensierino del mese di marzo 2013:

Diritto di copia

Troppo attapirato a causa dei risultati delle elezioni per fare un pensierino sulle stesse (ne verrebbe fuori un altro Noir), dirigo i miei strali su quella che secondo me e' una piaga persino più dannosa di Berlusconi (almeno a livello planetario): il Copyright. Lo so, è un bersaglio facile e trito per un libertario (soprattutto in campo culturale) come il sottoscritto, ma ogni tanto capita qualcosa di particolare che risveglia l'inquietudine e la rabbia magari sopita per lungo tempo, e allora ti incazzi.

Sto pian pianino mettendo online il racconto del viaggio che abbiamo fatto in Birmania nell'ormai lontano ottobre scorso, e la cosa mi sta prendendo tanto tempo anche perche' ho deciso di usare tutto il materiale raccolto, comprese le riprese video, e queste sono molto lunghe da elaborare. Nell'intenzione di rendere il racconto piu' piacevole, ritaglio i video facendone "pillole" tematiche di dimensione contenuta, e naturalmente ogni tanto mi viene voglia di mettere un po' di musica di sottofondo per "fare atmosfera".

Non avendo la possibilita' di erogare contenuti video dal mio server casalingo, inoltre, metto i video su Youtube, e cosi' risolvo il problema. Gia' tempo addietro mi ero scontrato con la difesa aggressiva e quasi terroristica contro la violazione del Copyright da parte di Youtube. Allora avevo pubblicato l'esecuzione al clarinetto di Ettore e un suo collega di un brano di Krommer, autore ceco tardobarocco non molto noto. Il video era subito stato oggetto, da parte di Youtube, di una nota in cui venivo avvisato che il brano conteneva materiale copyrighted, e che lo avrebbero tolto se non mi fossi in qualche modo difeso.

Scrissi allora un'accorata (in realta' tra ironica e arrabbiata) lettera in cui dicevo che se toglievano l'esecuzione di quel brano, eseguito senza fini di lucro da persone che acconsentivano esplicitamente alla sua pubblicazione sul Web, anch'essa senza fini di lucro, allora dovevano togliere anche tutte le strazianti esecuzioni di "Per Elisa" da parte di cinquenni apprendisti pianisti, e che facessero una ricerca per "Mozart" sul loro sito, e poi mi spiegassero perche' tutti quei video ci stavano e il mio non ci poteva stare.

Ricevetti (ma non via mail, non sia mai che ti lascino una prova in mano!) un OK, ed infatti il video non e' piu' etichettato come probabile violazione di copyright. Ho il sospetto che quella volta la nota mi fosse stata mandata su segnalazione di un qualche automa software (in gergo un "bot") che ricercava parole chiave sui titoli e sulle descrizioni dei video.

Per lungo tempo non ho ricevuto ulteriori segnalazioni di violazione di copyright. Pochi giorni fa, invece, ci risiamo, mi segnalano che nel video della lavorazione della lacca in Birmania, esattamente al minuto 1:03 c'e' l'esecuzione di un brano musicale protetto da copyright. Stavolta il salto in avanti e' notevole, e, dal punto di vista tecnologico, anche interessante: il bot evidentemente scansiona l'audio di tutti i video inseriti su Youtube e grazie all'uso di qualche sofisticata "impronta" digitale riconosce brani su una base dati estremamente ampia, visto che il brano in questione e' un pezzo di musica tradizionale birmana acquistato in loco e non propriamente assimilabile a "Gangnam style" quanto a diffusione e successo.

A parte il dovuto "chapeau" per l'ammirazione verso chi ha saputo realizzare un simile mostro tecnologico di riconoscimento di musica, industrializzazione dello "shazam" giocattolo, la cosa devo dire che mi ha abbastanza agghiacciato per il livello di controllo cui siamo sottoposti quando mettiamo qualcosa in rete. Anche in questo caso ho inviato una mia difesa (tre giorni fa, sto ancora attendendo il responso) basata sui seguenti fatti:

Per questo ritengo non abbia senso una rivendicazione "di principio" di copyright su una esecuzione che non e' fruibile in altro modo se non quello di guardare il video in questione. Diverso (forse) sarebbe stato se avessi inserito il brano intero e non disturbato. Vedremo come andra' a finire. La stessa annotazione mi e' stata fatta su un altro video della Birmania, anch'esso con un sottofondo di musica tradizionale, ma naturalmente attendo la risposta alla prima contestazione per vedere come comportarmi.

Nel frattempo pero' sono andato a ricontrollare tutti i brani che ho pubblicato tempo fa di esecuzioni di Ettore al clarinetto, per scoprire che, grazie a questo nuovo controllo piu' sofisticato, ora quasi tutte le esecuzioni sono identificate come "potenziali violazioni" del copyright. Naturalmente di queste nuove segnalazioni me ne fotto perche' ricadono nel caso "Krommer" in cui gia' ho avuto un'approvazione, ciononostante l'etichetta minatoria resta attaccata a quei video (no, voi non la vedete se guardate i video, la vedo io che sono quello che li ha pubblicati).

Il livello di setaccio e le recrudescenza del fenomeno (che evidentemente approfitta via via dell'uso di strumenti tecnologici sempre più sofisticati) mi fa un po' rabbrividire, anche se questo accanimento puo' essere positivamente visto come l'ultimo colpo di coda da parte dell'industria discografica nel tentativo di mantenere un minimo di quegli introiti che si vede ormai sfuggire da tutte le parti.

Non ci riusciranno certo cosi', perche' questo atteggiamento miope rischia addirittura di essere controproducente. Immaginiamo (con notevole sforzo di fantasia) che qualcuno guardando il filmato sulle lacche venga colpito al cuore dalla bellezza della musica tradizionale birmana. Non soddisfera' certo la sua bramosia estetica scaricandosi il pezzettino monco, volutamente rumoroso e con la mia voce di sottofondo per riascoltarlo su un impianto stereo o sul suo MP3 player... Piu' probabilmente andra' a cercare (magari in uno dei siti regolari di distribuzione musicale) il disco di musica birmana, magari lo acquistera' e se lo ascoltera' per bene. Ora, se qualcuno cancella il mio video da Youtube, di chi avra' fatto gli interessi?

Ma non e' questa la faccenda che mi preoccupa di piu'. In fondo se mi cancellano i video da Youtube (e questo credo sia il massimo che possono fare) non mi mettero' certo a piangere. L'unione della tecnologia sofisticata e della stupidita' delle leggi pero' puo' fare danni ben peggiori, e mi spingo a descrivere uno scenario che secondo me non e' cosi' fantascentifico come puo' sembrare.

Tra le leggi piu' sceme (se prese alla lettera e non interpretate secondo il buon senso del bonus paterfamilias, pratica che ormai sta cadendo in disuso) secondo me ci sono quelle per la protezione della privacy. Supponiamo che io voglia tentare di farmi un po' di soldi facilmente ed abbia accesso ad un software di riconoscimento facciale (ormai i software di questo tipo funzionano impressionantemente bene). Potrei abbastanza agevolmente fare una ricerca ad ampio spettro sulle varie basi dati di immagini e di video su Internet e, quando trovo qualcosa che mi contiene, chiedo a chi ha postato l'immagine o il video un modico contributo in denaro, minacciandolo altrimenti di fargli togliere foto o video perche' non ha avuto il mio permesso a pubblicarli...

E' chiaro che l'eventualita' che sia un singolo a mettere in piedi un ambaradan di questo tipo e' piuttosto remota, ma se si pensa un po' in grande con spirito inventivo ed imprenditoriale secondo me qualcosa si riesce ad escogitare... Peggiomisento se penso a scenari piu' inquietanti in cui magari a seguito dell'omicidio o della violenza su una persona una indagine tipo quella sopra descritta portasse alla scoperta che la persona era ritratta (a sua ed a mia insaputa) in un mio video, e che quindi questa "esposizione" avrebbe potuto facilitare o indurre comportamenti criminosi.

Insomma, considerando le possibilita' tecnologiche, l'ampiezza di interpretabilita' delle leggi e l'umana astuzia ed ingordigia e' facile diventare paranoici... ... e quindi? Per quanto mi riguarda ho gia' avuto abbastanza problemi in passato per questioni di questo tipo, e cerco di comportarmi cautamente anche se non escludo di averne di nuovo in futuro, anche perche' tengo la capa tosta, e non mi va di chinarla se non penso di doverlo fare.

Comunque, se un giorno cercherete di leggere il mio pensierino mensile e non troverete piu' la pagina, cercatemi in prigione e magari portatemi un paio di arance... smile

FG

P.S. Se qualcuno volesse sapere come la penso sul tema del copyright, c'e' una persona che si chiama Carlo Gubitosa che lo ha scritto benissimo ormai ben otto anni fa (e mi sembra ieri). Pur avendo il forte sospetto che mi abbia addirittura letto nel pensiero, rubandomi le idee, non credo che rivendichero' il copyright dell'opera... wink