Tutti i pensierini.

Pensierino del mese di Giugno 2014:

Controantiomofobia

Ogni tanto mi pare di vivere in un mondo che ha perso il senso delle parole. Fortunatamente capita solo ogni tanto.

Lo spunto per questo pensierino (che arriva dopo un lungo periodo di silenzio dovuto a mille ragioni o forse a poche: la mia stanchezza e pigrizia), deriva da una serie di immagini di oggi, 18 maggio 2014, su "La Repubblica". Non so quanto a lungo sara' disponibile il link relativo, oggi e' questo qui.

Una mobilitazione contro le leggi anti omofobia. Ci ho messo mezzora a capire chi manifestava da che parte stesse, il che di per se' non depone a favore della chiarezza del titolo. A valle dell'analisi non semplice della semantica della locuzione, trovo la manifestazione condivisibile negli obiettivi e nella sostanza, anche se probabilmente farei a botte col 95% della gente che vi e' intervenuta.

Il titolo, come dicevo, mi ha fatto rabbrividire, probabilmente per una semplice questione logico-lessicale. E' raro trovare tre negazioni in una locuzione di quattro parole, ma questo e' quanto "contro legge anti omofobia" recita letteralmente. Perche' piu' riusciamo a rendere le cose complicate, meglio e'.

L'analisi logica dice: Omofobia = Paura (in realta', come si vedra' piu' avanti, di paura non si tratta) degli omosessuali. Quindi atteggiamento contro gli omosessuali. Legge anti omofobia: si tratta di qualcosa a favore degli omosessuali, visto che e' contro una cosa contro gli omosessuali. Manifestazione anti legge anti omofobia: Qualcosa contro gli omosessuali, in quanto e' contro a una legge che, essendo contro la contrarieta' agli omosessuali, e' a favore degli stessi. Quindi la manifestazione era contro l'omosessualita'. Chiaro, no? Ci siamo arrivati. Comunque, anche se probabilmente la maggior parte degli intervenuti avevano sentimenti contrari agli omosessuali, non credo questo fosse vero per tutti. Io per esempio avrei partecipato, e non odio ne' disprezzo gli omosessuali, ne' penso siano malati o deviati.

Torniamo indietro e analizziamo la parola chiave della frase: omofobia. E' un termine assolutamente fuorviante ed inadeguato. Le parole che esibiscono un suffisso in "fobia" implicano la paura, o il dover rifuggire, da una certa situazione o un certo fatto. Cito "aracnofobia" che e' l'eccessiva ed innaturale paura dei ragni, ma anche "fotofobia", situazione molto meno psicologica e con solide ragioni fisiologiche di chi mostra eccessiva sensibilita' alla luce per causa di patologie o traumi all'apparato oculare (grazie, Wiki!).

Omofobia e' l'unico termine in -fobia che conosco in cui il significato e' completamente diverso e stravolto. Non si tratta in questo caso di paura degli omosessuali. Spesso addirittura la paura dovrebbe essere manifestata dalla presunta causa di terrore, l'omosessuale, che incontrando una banda di "omofobi" non rischia di vederli fuggire con la coda tra le gambe per la paura suscitata in loro dalla sua vista, ma probabilmente deve egli (o ella) stesso/a considerare l'ipotesi della fuga.

Capirei, e sarebbe maggiormente giustificato, percio', un possibile termine "eterofobia" a significare la paura piu' o meno inconscia di un(') omosessuale di fronte ad una categoria che in generale stigmatizza o depreca, con conseguenze a volte anche violente, i suoi orientamenti sessuali.

Non di paura si tratta insomma, piuttosto di avversione, condanna, odio innaturale e ingiustificato. Tutto fuorche' paura. Cambiamo questo cazzo di termine, non e' assolutamente adatto. Propongo una ricerca per capire chi per primo lo ha usato (ritengo sia stato coniato recentemente), e additarlo al pubblico ludibrio.

OK, parliamo ora di una eventuale legge anti-omofobia. Vi immaginate una legge anti aracnofobia, o addirittura anti fotofobia? Difficile, vero? E anche accettando il significato assolutamente distorto del termine omofobia, una legge anti omofobia mi sembra abbastanza ridicola, una contraddizione in termini che non ha grande senso. Preferirei di gran lunga una serie di leggi pro, che tendano ad abolire qualsiasi discriminazione, anziche' una contro.

In generale sono contrario alle leggi che perseguono persone per le loro ideologie e inclinazioni. Se uno blatera contro gli omosessuali, lasciamolo fare. C'e' chi blatera contro Allah e chi contro Gesucristo, chi contro Obama e chi contro Putin, non mettiamoli in galera solo per questo. Se uno torce un capello ad un(a) omosessuale, dovrebbe essere sottoposto alle stesse leggi ed allo stesso rigore di chi torce un capello ad un(a) eterosessuale, un(a) ambidestro(a), o una(o) che ancora non si e' fatta(o) una idea definita di quale sia il proprio orientamento sessuale. Mi viene da pensare al termine "femminicidio" che considero anch'esso una discreta castroneria.

Chi leggera' questo pensierino probabilmente mi pensera' un omofobo che vuol essere lasciato in pace a sparlare degli omosessuali. Puo' essere che io lo sia, a livello conscio o inconscio; chi mi conosce puo' giudicarmi, gli altri no. Non amo l'ostentazione della diversita', lo ammetto, ma devo anche dire cha la media delle persone che so essere omosessuali e' su un piano superiore, per intelligenza, cultura, amabilita', apertura mentale, rispetto alla media dei "normali".

Sicuramente non amo le mode, e cosi' come a mio avviso c'e' la moda dell'ostentazione della diversita' (e non mi riferisco solo alla diversita' delle pulsioni sessuali), va anche di moda esagerare la propria avversione per chi manifesta sentimenti contrari. Ammetto pubblicamente, e un po' me ne vergogno, di non conoscere il merito della proposta di legge anti-omofobica fatta dall'on. Scalfarotto. Sono scettico pero' che l'argomento possa meritare una legge specifica, ad aggiungersi alle leggi dello stato italiano che gia' non sono poche. Credo che, visto che esiste una legge contro la propaganda di atti illegali (apologia di reato?), questa potrebbe essere usata in maniera opportuna nei casi gravi di propaganda antiomosessuale.

Adesso, sotto con le accuse di sessismo, omofobia, maschilismo (o anti-femminismo, forse piu' appropriata)

FG