Tutti i pensierini.

Pensierino del mese di novembre 2014:

Respirare aria di Tuva

Il 30 settembre scorso un tormentone cominciò a girare su FB (ormai mia principale fonte di ispirazione, grazie alla varietà dell'umanità che la frequenta, per riflessioni più o meno peregrine). È il video su Youtube di una annamariagraziosa e brava cantante tedesca (Anna-Maria Hefele) che spiega ed esemplifica le magie del canto sopratonale (in inglese "overtone singing"), con un controllo quasi prodigioso della voce e di questa difficile tecnica.

Conosco da circa vent'anni questo modo impressionante di "cantare" (forse meglio dire di "emettere suoni", come da commento su Youtube di tale Zack Dänekas che ammira le qualita' estetiche della cantante ma non del suo "canto" smile ). Nel '96 acquistai il primo CD di un gruppo di cantanti di Tuva che aveva fatto una tournée in Europa.

Un po' di background per i meno esperti non guasterà. Tuva è una regione a nord-est della Mongolia che sconfina in territorio russo. Meno conosciuta della Yakutia, che ha acquistato notorietà grazie al "Risiko", questa landa di steppe desolate sarebbe rimasta ignota al mondo se i suoi pastori nomadi e sciamani non avessero inventato il cosidetto canto di gola (throat singing). Si tratta di una tecnica estremamente complessa che, sfruttando risonanze prodotte nelle cavità della gola e della bocca, consente ad un "cantante" di emettere e sostenere due o più note contemporanee, cosa che nel canto occidentale non si era mai sperimentato, neanche nelle esagerazioni virtuosistiche alla Bobby McFerrin.

La estraneità dei suoni generati conferisce all'esecuzione un alone quasi magico, in cui inizialmente uno si chiede cosa sia quella specie di fischio che sente in sottofondo, perchè non sembra generato dalla stessa gola che produce il tono principale. Bando alle ciance, se volete ascoltare qualche pezzo ne ho messo alcuni che ritengo significativi qui in fondo, potete scaricarveli ed ascoltare. Ancora shudedue parole sull'argomento: La tecnica del canto di gola mongolo e' stata "scoperta" dagli occidentali piuttosto recentemente: non era ancora conosciuta ai tempi di Alan Lomax, grande etnomusicologo che effettuò nei primi anni 50 un vero e proprio giro del mondo per registrare sul suo magnetofono esecuzioni originali di canto e musica popolare (bellissime quelle effettuate in Sicilia e in Liguria).

La tecnica è stata scoperta sull'onda della moda della musica world, innescata dalle prime esperienze indiane dei Beatles con il sitar di Ravi Shankar, e poi dal sincero interesse culturale di personaggi come Frank Zappa e, più tardi, Peter Gabriel. La prima registrazione "seria" di cui io abbia traccia è stata effettuata in loco, a Tuva, dalla Smithsonian Folkaways, casa di produzione discografica no profit che pubblica registrazioni musicali di culture estranee al mainstream occidentale. Questa registrazione del 1987 è estesa e molto interessante, se c'è qualcuno interessato a sentirla tutta puo' contattarmi facilmente scrivendo qui sotto.

... ma non è della musica di Tuva che volevo parlare(!). La riflessione è questa: ascoltando alcune delle registrazioni originali tuvane e poi guardando il video della nostra simpatica tedeschina salta subito all'orecchio smile come la tecnica sia evidentemente la stessa, ma il risultato distante anni luce. E non (solo) per l'aspetto della graziosa Anna-Maria confrontato con quello di Kongar-ool Ondar, ma per il controllo della voce e la varietà di ciò che, utilizzando la stessa tecnica, lei riesce ad ottenere.

Riassumendo, la tecnica era conosciuta ed utilizzata da centinaia di anni, ed in questo periodo è rimasta praticamente immutata, molto primitiva, poco articolata, vissuta come magia (ed infatti utilizzata dagli sciamani di kongarTuva per impressionare il popolo con questi suoni a volte lugubri a volte celestiali). Non solo, gli stessi sciamani che la usavano non erano propensi ad insegnarla ad altri (se non ai loro piu' stretti discepoli) proprio perche' rappresentava un simbolo di distinzione e, in qualche modo, di potere. Alle donne era assolutamente proibito, fino a pochi anni fa, cantare di gola. Vuoi perche' si sosteneva che questo avrebbe portato male a chi le ascoltava, vuoi perche' dicevano che il cantare in questo modo sarebbe stato fortemente nocivo per la salute della donna (e speriamo per Anna-Maria che questo non sia vero!).

Ora, con tutto il rispetto e l'ammirazione dovuti per le culture diverse (e non dico primitive per non suscitare troppe polemiche, anche se lo direi volentieri), e' evidente che, nel momento in cui noi occidentali, cattivi e colonizzatori, abbiamo scoperto questa cosa nuova e per certi versi affascinante, l'abbiamo approcciata con la curiosita' ed il metodo scientifico che caratterizzano la nostra cultura. Questo ci ha permesso non solo di appropriarci della tecnica, ma anche di comprenderne le ragioni fisiche, consentendole perciò di evolversi e raggiungere in poco tempo possibilità assolutamente sconosciute agli originali inventori. (Si potra' poi discutere sulla utilita' di fare una cosa del genere...)

In fondo è proprio quello che è successo con lo studio delle tecniche mediche "tradizionali" di popoli che abitano parti del pianeta che ci sono estranee e possono perciò attingere a prodotti naturali (piante, animali) a noi pressochè sconosciuti. In quei casi si è studiata prima l'effettiva efficacia dei metodi, poi si è proceduto ad identificare ed isolare i componenti benèfici ed infine, quando del caso, a sintetizzarli, potendo usufruire dei loro benefìci senza depauperare le risorse naturali.

Questo non è un panegirico tout-court della società occidentale, di cui credo di conoscere bene limiti e problemi, ma un elogio del suo approccio culturale e scientifico, che ritengo in effetti il motore principale del progresso dell'umanità. Che poi l'approccio possa essere finalizzato anche a fini meno nobili e più legati all'avidità degli individui e delle loro comunità è cosa sotto gli occhi di tutti, e su questo non mi dilungherò.

È per questa ragione che mi fanno ridere, e lo dico in maniera sincera e senza acrimonie di nessun tipo, i naturalisti ideologici, quelli che predicano che prendere le medicine fa male ma andarsi a procurare su Internet una strana erba che cresce in Mato Grosso è la via giusta, perchè quella è "naturale" e le prime sono "artificiali". Il primitivismo di ritorno, il rifugiarsi nella falsa certezza che "naturale è meglio", che la tecnologia e la scienza producono solo danni, sono sicuramente alimentati anche da Internet e dall'uso sciagurato che ne fanno tanti falsi profeti di tutte le religioni ed ideologie, spesso in completa malafede.

Fino ad arrivare a casi eclatanti di cialtroni, veri e propri delinquenti, che mettono in pericolo la vita delle persone. Nominando solo en passant i coglioni contrari alle vaccinazioni ed alle trasfusioni, citerò invece un caso limite che mi sembra paradigmatico: quando Ettore me lo ha segnalato ho pensato che chi scriveva fosse un collaboratore di Spinoza.it, tanto era caricaturale e paradossale cio' che diceva. Nell'intervista una ragazza sostiene di aver provato, dopo mesi di esercizi spirituali, e dopo essere passata attraverso il percorso vegetarianismo - veganismo - fruttarianismo - melarianismo (?) la felicità di potersi alimentare semplicemente respirando.

Dopo essermi divertito in maniera sincera, tanto la parodia dell'imbecille jasmuheencredulona era ben fatta, mi sono accorto che purtroppo si trattava di una situazione reale, derivata dall'adesione della ragazza alle teorie di una sciagurata "profeta" australiana del respirianismo (bretharianism), tale Ellen Greve (nome d'arte naturalmente fascinoso, "Jasmuheen", al profumo di gelsomino). Da buona furba Ellen-Jasmuheen, pur mangiando in maniera evidentemente regolare (come il suo aspetto rivela) ha traviato, inducendoli alle sofferenze ed ai pericoli derivati dal digiuno TOTALE forzato, centinaia (o migliaia?) di fessi che non hanno neanche l'attenuante di farlo per dimagrire!

Non so che fine abbia fatto la povera ragazza dell'intervista, talmente ingenua da aver effettivamente, in uno stato di evidente debilitazione organica, assaporato il dolce "prana" (piu' probabilmente muco proveniente dalle coane nasali) che le scendeva in gola dandole forza vitale. Spero per lei che si sia ripresa e abbia saggiamente mandato a stracagare Jasmuheen (ma forse non e' una buona idea visto che non mangia) e le sue malvagie deliranti idiozie.

La cosa inquietante non e' tanto il fatto che esistano dei ciarlatani: i venditori di cornucopie, creme taumaturgiche e aria di Medjugorje in bottiglia sono sempre esistiti. Quel che che un po' mi spaventa è la cassa di risonanza che questi hanno in un luogo ove ognuno può trovare conferma a ciò che vuole, basta digitare la ricerca su Google. Se qualcuno ha voglia di ridere (o di piangere) vada a vedere quanto e' famosa Jasmuheen con tutte le stronzate che dice, e quanto possano essere tragiche le conseguenze della fesseria dilagante. Scoprirà anche che c'è chi mette in relazione il respirianismo del prana con l'amore cosmico universale, il "Chi" cinese, il "Tao" giapponese, le mummie di Ramsete e i canali di Nazca. Sarà contento Roberto Vacca che vede i suoi sogni avverarsi!

FG

Esempi di canto di gola (per i file audio cliccare con tasto destro e "salva con nome")

Shu-De: throat singing solo

Gennadi Tumat: Sygyt, Choomej, Kargyraa

Opej Andrej: Sygyt, Kargyraa

Huun Huur Tu: Hayang

Video: Huun Huur Tu at Philadelphia Folk Festival

Video: Alexander Glenfield (giovanotto canadese) padroneggia gli stili tuvani