Tutti i pensierini.

Pensierino di Novembre 2016:

Stami(na)

Per questo pensierino, imprevisto fino a stamattina 26 ottobre, torno ad una delle mie storiche passioni: le parole, la loro origine ed il loro significato.

Andando e tornbatterieando dal lavoro in macchina ho l'occasione di tenermi agganciato, con la radio, ad una realtà che ultimamente mi sfugge a causa dell'avversione alla televisione, che evito ormai quasi come un vegano evita la contaminazione da proteine animali. Non che la radio sia meglio della televisione, quanto a questo, ma guidando non ho comunque altro di meglio da fare. E, prendendo i due proverbiali piccioni con l'altrettanto mitica fava, mi tengo anche al corrente di quello che succede nel mondo della musica (o per lo meno di un certo tipo di musica) argomento anche questo che amo seguire.

Da qualche giorno, tra i tormentoni della top ten delle canzoni pop (giusto per dare un'etichetta, cosa oggi più che ardua) mi colpiva un pezzo tutt'altro che memorabile, che sparirà velocemente così com'è venuto, senza lasciare traccia nella storia della musica (neanche di quella pop). Il brano, interpretato dalla cantante australiana Sia, si chiama "The Greatest" e se non sapete qual è basta che andiate su youtube e lo riconoscerete come uno di quei sottofondi temporanei che si sentono in giro per un po' e poi spariscono.

Io, lo so bene, non sono un buon conoscitore della lingua inglese, ma ciononostante mi picco immodestamente di esserlo, e quando di una canzone inglese capisco meno del 50% non mi accontento di maledire la supposta (da me) cattiva pronuncia dell'interprete, me ne faccio un cruccio e vado a studiare per vedere che cosa non avevo capito e perché. Questo maledetto brano di Sia mi risuonava nella stamitesta con quel "I got xxx" dove xxx suonava qualcosa tipo "s(t)amanà". Di tutto il resto qualcosa capivo, tipo "don't give up, I won't give up" etc ma quel "s(t)amanà" proprio non riuscivo a immaginare cosa fosse. L'ipotesi più probabile mi sembrava "someone else", ma sarebbe stato veramente troppo storpiato. Per qualche giorno sono rimasto col dubbio, ma quando stamattina ho risentito la canzone per la decima volta ho deciso che non ci potevo stare, dovevo sapere cosa diceva, e sono andato a documentarmi su Google/youtube. Ho così appreso che Sia canta "I got stamina".

A me "stamina" ha subito fatto venire in mente due cose: una parola latina (stamen, di cui "stamina" è il plurale) e le pile stilo Sony formato AA della mia vecchia telecamera, denominate appunto "Stamina". Maddalena a posteriori mi ha fatto notare che probabilmente ad un altro diverso da me la stessa parola avrebbe ricordato due cose diverse, ed ha ragione. Una e' il cosiddetto "metodo stamina", frutto della mente malata di un delinquente cialtrone-stregone che approfitta della dabbenaggine di persone gravemente malate per fare soldi a palate. Un'altra sono le cellule staminali, che qualcosa a che vedere con questa storiella ce l'hanno, come vedremo piu' sotto.

Parola non comune, ma non rarissima nell'idioma soprattutto americano, "stamina" (un plurale diventato singolare indeclinabile) è un termine un po' strano, difficile da tradurre con una sola parola in italiano: viene meglio usare una perifrasi o degli esempi. Un po' come la parola "serendipity" (un altro termine che mi ha sempre affascinato, ultimamente reso con la sua italianizzazione "serendipità" che in realtà però nell'italiano classico non esiste).

Cercando nei dizionari online si possono trovare diverse definizioni del termine "stamina". Riporto qui quella del Cambridge English Dictionary che mi sembra fonte autorevole: "Stamina = The physical and/or mental strength to batteriedo something that might be difficult and will take a long time (1) ". Anche il dizionario "Hazon Garzanti" (mio punto di riferimento cartaceo quando le risorse online non mi soddisfano) ricorre alle perifrasi: "Stamina = Capacità di resistenza, Forza vitale" e solo come terza alternativa dà un termine italiano, "vigore". Termine inglese simile è "Endurance", che, sempre nel dizionario di Cambridge, viene definita come "The ability to keep doing something difficult, unpleasant, or painful for a long time (2)". Il significato e' piuttosto simile, ma in questo caso esistono parole italiane che piu' o meno riproducono il concetto, come "resistenza, "perseveranza" o "caparbietà".

Insomma, "stamina" e' la vigorìa, fisica e mentale, la forza interiore che ti dà il carburante extra quando avresti finito il serbatoio, la capacità di tener duro quando non ce la fai più, ma anche la vivacità che ti contraddistingue dai poveretti che ti stanno intorno e che si danno per vinti troppo facilmente, e dai mollaccioni che impigriscono nullafacendo, le "patate da divano" (couch potatoes) dell'immaginario americano.

Quanto all'origine del termine (ma su questo non avevo grandi dubbi) è proprio quella. Anzi, più che di origine si potrebbe parlare del fatto che la parola si è mantenuta immutata per oltre 2000 anni, perché "stamina" è proprio il plurale di "stamen".

Stamen in latino era il filo ("stamina pollice torque", attorciglia i fili di lana col dito pollice). Ma già Plinio chiamava "stamina" gli organi riproduttivi maschili dei fiori, proprio perché essi sono spesso filiformi. Non c'è bisogno di essere botanici per sapere che ancora oggi, nella lingua italiana, stame è proprio "La struttura maschile di un fiore che produce polline". Nella maggior parte dei casi costituito da un "filamento" (una specie di esile stelo) che sorregge le antere, che sono il luogo di produzione del polline, il seme maschile. Anche le cellule staminali, cellule indifferenziate che hanno la capacità di specializzarsi in compiti diversi, hanno nel nome un richiamo al seme, che può svilupparsi in forme distanti come quelle di un'esile festuca o di un enorme baobab.

E' evidente che l'attuale significato inglese della parola "stamina" deriva direttamente proprio da questa accezione del termine latino e del suo significato attuale. La capacità di produrre seme che si traduce nella capacità di trasmettere la vita e' sinonimo di forza, vitalità, di voglia di emergere, di prevalere, di essere "The greatest" cantata da Sia. Una canzone, a ben vedere, fortemente maschilista (inconsciamente?) anche se cantata da una donna.

Andate a vedere le parole se non ci credete. Al di là della più o meno dotta disquisizione filologico-etimologica, quello che Sia dice nella canzone è: "Io ciò le palle, perciò voglio essere la più grande" e lo dice in maniera non solo semanticamente esplicita, ma anche con terminologia etimologicamente inequivocabile. "I got stamina!", sono forte come un maschio, e non un maschio impotente.

Perché il machismo non è un'invenzione di quattro nerboruti ed ottusi consumatori di steroidi anabolizzanti, ma permea la nostra cultura in maniera a volte subdola, anche passando attraverso parole che nessuno potrebbe mai considerare sessiste o scarsamente "politically correct" smile

FG

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Note:

(1) "La forza fisica e/o mentale di fare cose difficili o che richiedono molto tempo"

(2)"La capacità di perseverare nel fare qualcosa di difficile, spiacevole o doloroso per lungo tempo"