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Pensierino di Febbraio 2019:

Non solo Tai chi (chuan)

L'immaginario collettivo si nutre di stereotipi che nascono da semplificazioni e scarsa conoscenza (o ignoranza) che però spesso hanno una base di sostanza. Una delle immagini forse più radicate nell'immaginario collettivo occidentale della vita cinese è quella che vede schiere di anziani all'alba praticare l'arte un pò esoterica ma sicuramente affascinante e molto trendy del Tai - chi.

Una pratica che ha fatto strada ed adepti anche tra le schiere degli occidentali che cercano di ristabilire un contatto tra il loro fisico, spesso trascurato, e la testa, anch'essa maltesercizirattata dallo stress dell'attività lavorativa e dagli obblighi sociali. C'è chi si butta a pesce nel "running" (che sarebbe quello che una volta si chiamava footing, ma adesso non va più di moda chiamarlo così) e chi invece sceglie il Tai chi, che sicuramente fa molto più figo.

Schiere di donne anziane ma prestanti, abbigliate in pantaloni di fustagno e camicia senza collo, insieme a vecchi dal lungo pizzo bianco alla Ho Chi min e con chiome altrettanto candide, più o meno folte, raccolte sulla nuca, stanno nelle brume dell'alba su un piede solo, come trampolieri con le mani giunte e gli occhi socchiusi. Sulle rive di un lago, circondati da larici, cespugli di pervinca e ciliegi in fiore si muovono lentamente ma in maniera armoniosa. Il piede (naturalmente nudo o al più imbrigliato in un semplice sandalo) che se ne stava nascosto chissà dove nella posizione del trampoliere fa la sua comparsa ed abbandonando l'anchilosante postura pesta l'erba bagnata di rugiada. Le mani si muovono assumendo una nuova posizione e la destra accenna ad una mossa quasi offensiva, da karateka, ma sempre con movimento lento e meditato. I primi raggi del sole cominciano a sciogliere le brume del mattino, e con queste l'attrattiva della ginnastica new age, che perde molto del suo fascino se accompagnata da sudorazione e dai profumi da essa derivanti. Fin qui la fantasia.

C'è naturalmente del vero, in Cina non è infrequente vedere gruppi di anziani esercitarsi in questa antica pratica al mattino, ma la cosa interessante è che questo è solo un aspetto di una tendenza molto più ampia, che si manifesta anche in altri modi. La realtà è che i cinesi sentono una forte attrazione per due cose: le attività svolte in maniera sociale ed il rispetto e la cura per il proflessioniprio fisico, la cui forma è importante per l'equilibrio ed il benessere della persona intesa come tutt'uno, e che per questo va esercitato e non viziato e trascurato.

E' un piacere la domenica mattina assistere nei grandi parchi delle città cinesi alle molteplici attività che vengono svolte collettivamente in maniera gioiosa e naturale, attività che da noi probabilmente susciterebbero curiosità e dileggio. Così, e' normale vedere adulti che si dilettano nel far fare piroette ai rocchetti acrobatici, altri che si esercitano nel fare schioccare la frusta, altri ancora, in drappelli ordinati, muoversi in maniere che sembrano ridicole ma non lo sono mai, in attività a metà tra la danza e l'esercizio ginnico, al suono di musiche popolari. Gruppetti di adulti che si esercitavano nel volano a piede mi ricordavano le schiere di adolescenti sanremesi che in estate la domenica pomeriggio affollano la spiaggia dei trepponti giocando a palletta. E nei parchi ci sono intere piazzette dedicate all'installazione di strumenti ginnici i più svariati, che vengono usati con passione e piacere da giovani e vecchi. Attrezzi che stranamente (per noi) sono integri, non devastati da mani di vandali o fuori uso per decrepitezza e cattiva manutenzione.

Tra le molte attività ce n'è anche qualcuna che tende di più all'estetica che all'esercizio fisico, tra queste per noi sicuramente strana e affascinante è quella dei calligrafi effimeri. La calligrafia da buona pratica nelle scritture ad alfabeto latino diventa una vera e propria arte in quelle ad ideogrammi complessi come il cinese. In Cina una semplice parola scritta in maniera esteticamente attraente diventa un'opera d'arte e può valere milioni. La passione per i pennelli da calligrafia, gli inchiostri, i calamai è una vera ossessione per mcalligrafiaolti intellettuali ed esteti cinesi. Una forma particolare di quest'arte è quella degli "street artists" della calligrafia: personaggi che si aggirano nei parchi la domenica mattina con un secchio di acqua ed un pennello grosso come un mocio Vileda. Vi ricordate Franco quarto e Franco primo che scrivevano "T'amo" sulla sabbia e il vento a poco a poco se lo portava via con sè? Be', una cosa simile. Attorniati da piccoli gruppi di seguaci e di curiosi questi signori passeggiano scrivendo sulle lastre di cemento dei viali con il loro pennellone intinto nell'acqua del secchio. Forse scrivono poesie, chissà. Una cosa certa è che la loro scrittura dura molto meno della scia (chimica?) di un aereo nel cielo. Scrivono per centinaia di metri, ma quel che si vede sono solo gli ultimi caratteri, quelli precedenti pian piano svaniscono e lasciano traccia solo nella memoria di chi li ha letti. Strani questi cinesi, no?

Quella della musica è poi una passione pervasiva. Si va dall'orchestrina improvvisata al suonatore solitario di pipa, che usa il suo strumento tradizionale per cavarne sonorità languide e incredibilmente "cinesi". Anche qui, la dimensione sociale spesso torna prepotente, con gruppi ben organizzati che al comando di un direttore d'ochestra tirano fuori (oggi si potrebbe dire "escono" ma mi rifiuto di cedere a questa orrenda moda) i loro libretti parole e musica, e cantano all'unisono canzoni popolari e brani di opera.

La dimensione sociale aiuta anche attività peculiari e strane. Questa sicuramente mi ha molto colpito, ed ha bisogno di un piccolo preambolo. Molti di voi sapranno che nel recente pamaddassato (dalla fine degli anni settanta del secolo scorso a pochi anni fa) il governo ha attuato una strategia per frenare l'esplosione demografica, che richiedeva alle singole coppie di fare non più di un figlio, pena pesanti sanzioni. Anche se nessuno in Cina lo ammetterà mai esplicitamente, è noto che questa politica ha creato uno squilibrio nella percentuale maschi-femmine della generazione nata in quegli anni, con una prevalenza di nascite maschili. Le famiglie infatti spesso nella previsione di una nascita femminile preferivano riprovarci, abbandonando forzosamente la povera nascitura. Risultato: c'è una generazione un po' squilibrata, ed i giovani maschi trentenni (poco meno o poco più) faticano a trovare moglie. I genitori di questi ragazzi si preoccupano della situazione, ed allora cercano di porvi rimedio andando in prima persona alla ricerca di una nubile disposta a prendersi il loro rampollo.

Così si formano drappelli, sotto lo stormir delle foglie flabellate dei secolari Gingko biloba dei parchi cinesi, di genitori in pena che stendono a terra bigliettini pubblicitari in cui dettagliano i dati salienti del loro discendente: età, statura, titolo di studio, peso, salario mensile, sperando di attrarre l'interesse della famiglia di una qualche ragazza che sta cercando marito. Se questo succede le due famiglie organizzano un incontro (che deve sembrare casuale, perchè i ragazzi naturalmente sono nominalmente contrari a questa pratica). Cosa non si fa per i figli che ancchiacchierahe in Cina evidentemente sò piezz'e core...

Ma non tutti i capannelli di persone sono legati dalla ginnastica, dalla musica o dall'interesse per un futuro matrimonio. E' bello vedere anche gruppi di donne che, accovacciate sull'erba o su sgabelli improvvisati, nei loro vestiti dai colori vivaci (reazione al periodo in cui una distorta ed estremistica concezione del comunismo e dell'eguaglianza costringeva uomini e donne al grigiore uniforme delle divise della rivoluzione culturale) semplicemente chiacchierano. Come tutte le donne in tutti i paesi del mondo, parlano dei figli, del tempo, di passate avventure e di uomini conosciuti e sconosciuti. Lo fanno con il sorriso sulle labbra, con voce diversa da quella che si sente tutti i giorni, nei mercati e per strada, quando sembra che tutti i cinesi stiano continuamente a sbraitare, gesticolare e litigare. Chiacchierano, scherzano si godono il verde del parco, il sole e la compagnia. E sorridono.

Insomma, non solo Tai-chi la domenica mattina nei parchi delle città cinesi. Anche perchè il Tai chi richiede albe brumose, cespugli di pervinca e ciliegi in fiore, accessori non sempre disponibili, neanche in Cina wink

 FG

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Post Scriptum

Questo brano l'ho in realtà scritto a latere del mio reportage di viaggio in Cina, che ho iniziato a fare completando per ora solo la parte di Pechino e che non so se riuscitò mai a portare a compimento vista la gravità del compito (oltre 4000 foto da digerire). Mi faceva piacere riprendere la tradizione dei "pensierini" dopo un periodo piuttosto lungo di silenzio... Chi fosse curioso può trovare il racconto del viaggio a Pechino nella sezione viaggi, esattamente qui.