Tutti i pensierini.

Pensierino di marzo 2021:

So. Di non sapere

Ho da poco finito di leggere un libro bellissimo, che mi è stato consigliato da due amici diversi, anzi diversissimi, a testimonianza di come le cose belle e interessanti siano apprezzate da categorie molto varie di persone.

Il libro è un saggio scientifico divulgativo che affronta un tema complesso e piuttosto specialistico, ma lo fa “alla Quammen”, e credo possa essere gradevole anche per persone che non sono esperte della tematica affrontata, se semplicemente questa induce in loro curiosità intellettuale. Il tema della corposa ed informatissima trattazione è quello dell'evoluzione della vita sulla terra da circa tre-quattro miliardi di anni fa ad oggi, dei meccanismi che l'hanno regolata, e della rappresentazione di questa evoluzione nel pensiero umano.

Non sto scrivendo una recensione del libro, anche se consiglio caldamente quelli che saranno incuriositi leggendomi a tentare l'impresa di un saggio di oltre 400 pagine, ma voglio condividere qualche riflessione che mi è stata indotta dalla sua lettura, che vale in un ambito molto più generale ed ha (secondo me) ripercussioni anche importanti nella vita di tutti i giorni. Per questo è necessaria una piccola premessa, che nasce da una constatazione stupita che mi era già sovvenuta prima della lettura del libro, ed è stata da questa corroborata.

Chiunque abbia una infarinatura culturale scientifica di livello medio conosce Charles Darwin e la sua teoria dell'evoluzione, anche se magari non nei dettagli. Mi ero sempre chiesto come mai una teoria così semplice e lineare, facilmente (ai miei occhi ingenui) deducibile dall'osservazione di piante ed animali intorno a noi, e già in fondo intuita da Linneo nella sua tassonomia sistematica, sia stata formulata così di recente. La teoria dell'evoluzione risale a meno di duecento anni fa. In un'epoca in cui la matematica aveva già studiato il calcolo infinitesimale, la pila elettrica era stata inventata, come la macchina a vapore, varie decine di anni prima, si riteneva ancora che il mondo fosse stato creato da una Entità Superiore esattamente così come lo vediamo oggi (o come lo vedevano ieri) con tutte le specie di piante e di animali che da Adamo ed Eva popolavano la terra immutate ed immutabili. (NdA: in effetti c'è ancora oggi chi pensa che questo sia vero, ma tralasciamo il creazionismo così come tralasciamo il terrapiattismo e andiamo avanti).

A metà dell'800 quindi Darwin mise insieme quattro regole in croce che descrivono come la vita si sia evoluta sulla terra da entità primordiali primitive e minuscole (i cosiddetti "microbi") alle piante ed animali che vediamo oggi intorno a noi, uomo incluso. La sua teoria è abbastanza semplice ed affascinante, e per una persona di media cultura scientifica non è difficile apprenderla e comprenderla, facendoti pensare, beh, certo, è logico: le piccole mutazioni, la sopravvivenza del più adatto, le regole di selezione naturale. Tutto comprensibile e chiaro. Ma d'altra parte secondo me per una qualsiasi persona con una cultura media, una infarinatura scientifica, un minimo di erudizione generale e un po' di applicazione non è difficile apprendere e comprendere i meccanismi della matematica classica (calcolo infinitesimale, derivate ed integrali inclusi) della geometria euclidea e della fisica classica fatta di statica, dinamica, urti, forze, velocità, accelerazioni, incluse poi la termodinamica e l'elettromagnetismo.

Ma in tempi non remoti, anzi molto recenti nella scala temporale umana, è successo qualcosa, e la cosa che mi colpisce è che questo qualcosa sia successo tutto insieme, in un lasso di tempo brevissimo, diciamo una cinquantina d'anni, nel periodo che va dal primo dopoguerra (1920), agli anni 70-80. Questo qualcosa mi è quasi inspiegabile, per la repentinità e la simultaneità in diversi rami del sapere scientifico. Una rivoluzione che ha reso quasi astruso, terribilmente complesso tutto quello che prima era secondo me in qualche modo comprensibile (alla persona mediamente acculturata di cui sopra).
Cerco di spiegarmi, ed elenco per esempi:

La matematica, con ragionamenti che in quel periodo hanno portato allo studio dei suoi fondamenti logici, delle sue basi teoriche, concetti per me quasi (e dico quasi per indulgenza nei miei confronti) incomprensibili, come il famigerato teorema di Gödel, che un divulgatore bravo come Douglas Hofstadter ha cercato di spiegare usando qualcosa come 800 pagine di libro, fino alla logica formale e all'astrazione informatica della macchina di Turing, concetto astratto che non ho mai compreso nella sua essenza.

La fisica, con le sue derive della relatività ristretta e generale, la struttura subatomica della materia (ma quanto erano belli e semplici gli atomi, i nuclei, gli elettroni che svolazzano e i protoni coi neutroni che stanno vicini vicini?), il dualismo particella-onda, il principio di indeterminazione di Heisenberg, l'equazione di Schrödinger via via fino alle onde gravitazionali e alla fisica del plasma, che si spera ci potrà concedere tra diversi anni l'uso della energia pulita derivante dalla fusione nucleare.

La biologia, che a furia di scavare, con spirito riduzionistico (ma anche un pochino voyeuristico) nell'essenza della vita utilizzando strumenti sempre più sofisticati come microscopi elettronici ed altri aggeggi ben più potenti, ci ha rivelato come il mondo vivente sia infinitamente più complesso e meno comprensibile di quel semplice serraglio di animali e di piante creato con la bacchetta magica (o dalla mamma natura coadiuvata dal papà evoluzione), e che avevamo imparato a conoscere ed a classificare così bene con la divisione tassonomica in regni, tipi, classi, ordini, famiglie, generi e specie. La scoperta del DNA, nel 1953, sembra preistoria oggi che i geni al suo interno si tagliano e si cuciono come fossero toppe su un vecchio paletot con i gomiti lisi. Eppure anche quella arrivò, a sconvolgere tutto il mondo non solo della biologia, ma (con la filogenetica nucleare) anche quello più ristretto della teoria dell'evoluzione, rendendolo assolutamente inintuitivo e complicato. Questa ultima storia dell'incasinamento della teoria dell'evoluzione e del concetto dell'albero della vita, è raccontata appunto nel libro che ha dato spunto a queste riflessioni.

In tutto questo fiorire di teorie ed elaborazioni estremamente complesse mi viene a volte da pensare a che cosa sarebbe un Leonardo dei nostri giorni, o semplicemente se una figura del genere potrebbe esistere. Potrebbe oggi una persona, per quanto istruita ed eclettica, tener fronte e comprendere (e con comprendere intendo qualcosa un pochino più complesso di sapere e capire, forse un misto tra i due) questi concetti nuovi che gli esperti specifici delle varie branche della scienza hanno sviluppato ed approfondito in quel miracoloso periodo e negli anni successivi? Ritengo, personalmente (forse a torto) di possedere una istruzione completa dal punto di vista curricolare, con una forte propensione per il ragionamento matematico-scientifico ed anche di essere uno che non ha mai "mollato" l'intenzione di approfondire e di studiare. Cerco di informarmi almeno a livello divulgativo su molteplici argomenti, ho letto con attenzione e con piacere intellettuale tanti anni fa il famigerato libro sul teorema di Gödel, i volumi di biologia evolutiva di Stephen Jay Gould, le sette lezioni di fisica di Rovelli e molti altri tomi, nella speranza di tenermi aggiornato, ma devo dire che a volte ne esco abbastanza frustrato.

Perché capisco di non capire, anzi, di non comprendere fino in fondo quello che queste opere mi vogliono comunicare. La scienza, nei suoi mille rivoli specialistici, è semplicemente diventata troppo complessa per le mie forze intellettuali. Uno dei momenti in cui, ricordo perfettamente, ho avuto più nettamente questa sensazione è stato quando, ormai 12 anni fa, ho chiesto a mia figlia di farmi vedere la sua tesi di laurea in matematica: non riuscivo a capire neanche il titolo, figuriamoci quel che c'era scritto dentro... La sensazione fu naturalmente confermata quando sentii la discussione della tesi, occasione in cui mi parve fortunatamente di intuire, afferrando qualche spicciolo sfocato di quel che diceva, di che cosa stava parlando. Ma questo solo perché mia figlia è molto brava e lo spiegò bene sorriso

A questo punto è chiaro che qualcuno dirà: "ma guarda che sei tu che diventando vecchio sei sempre più citrullo e meno capace di capire le cose", e io me lo sarò meritato. Sicuramente credo che il logoramento neuronale abbia la sua parte in questa incapacità di elaborare ed immagazzinare concetti nuovi. E poi naturalmente dipende anche dalla propensione che uno ha verso i vari argomenti: sono sicuro ad esempio di aver imparato molto dal libro sull'evoluzione, perché è un argomento che mi appassiona, scuramente più degli insiemi pettinabili oggetto degli studi di Roberta (che come ho citato sopra non fa la coiffeuse ma la dottoressa in Matematica).

Ma la mia riflessione sulla impossibilità di avere una formazione approfondita e ad ampio spettro in campo scientifico (come peraltro anche in altri campi) è credo un pochino più generale. Come qualcuno diceva, siamo cresciuti intellettualmente sulle spalle dei giganti che ci hanno preceduto, e grazie a loro possiamo cercare di arrivare ancora più in alto. Laddove la tentazione di onniscienza, di tutto comprendere in ogni campo viene sconfitta, l'applicazione e lo studio specialistico possono invece indurre dimestichezza con temi che al pubblico generale sembrano assolutamente impenetrabili. C'è tutto un esercito di persone che nei loro campi specialistici fanno ancora oggi passi da gigante, con approfondimenti, raffinamenti di teorie precedenti e con la creazione di teorie originali e affascinanti che gettano nuova luce sul nostro mondo. La mia ammirazione ed anche la mia gratitudine nei loro confronti è sconfinata, ma la mia ambizione di tenermi il più possibile al corrente degli sviluppi è destinata a soccombere alla complessità e alla difficoltà, con la soddisfazione modesta ma non marginale di infarinature leggère di cose nuove, e di sapere almeno quali siano i nuovi campi di indagine, le cosidette "nuove frontiere".

E naturalmente il pensierino finale non può che andare alla immensa schiera dei superesperti in tutte le materie che giornalmente riempiono le chat delle reti sociali con le loro sparate ed idee balzane. Quelli che sanno per certo perché un vaccino ad m-RNA sia molto più dannoso di un vaccino tradizionale. Quelli che sanno che il 5G frigge il cervello, che la civiltà moderna può ricavare dal vento l'energia sufficiente per prosperare, che si può vivere mangiando solo mele crude, che l'omeopatia si basa su dati oggettivi, che gli OGM provocano il cancro. Quelli, infine, che la scienza è un complotto in cui credono i gonzi.

Quelli che sanno.

Sono in tanti a sapere tutto.

E pensare che a me spiace così tanto di sapere così poco... sad

FG

N.d.A.: Il libro citato a proposito e a sproposito è "L'albero intricato" di David Quammen del 2018, per i tipi di Adelphi. L'autore ha scritto tra l'altro anche il bellissimo libro sulle pandemie zoonotiche "Spillover", nel 2012. Consiglio "L'albero intricato" a chi abbia un qualche interesse sul tema dell'evoluzione e della tassonomia biologica, e anche per farsi una qualche idea sul concetto di "Mutazione genetica" e di "Modifica genetica", espressioni di cui tutti gli esperti di OGM (nel senso di cui sopra) si riempiono la bocca... sad