Thailandia febbraio-marzo 2016

Finalmente abbiamo colmato la lacuna. Si, perché la Thailandia, meta assai diffusa tra gli italiani, non aveva ancora trovato posto nel nostro… catalogo viaggi, pur notoriamente sbilanciato sull’oriente!

Dopo un paio di vacanze tuttomare (Maldive e Filippine) siamo tornati a fare un viaggio più articolato, come piace a noi. Con la consueta attenta ricerca sulla rete siamo riusciti a organizzare i nostri quasi venti giorni su misura, prAyutthayaenotando alberghi e spostamenti in modo da avere sufficiente comfort ma senza i vincoli dei viaggi super organizzati. In sintesi siamo riusciti a regalarci un tour di qualche giorno nella zona a nord di Bangkok, poi abbiamo esplorato la capitale e in autonomia abbiamo visitato alcuni paesini di campagna con relativi mercati galleggianti. Ci siamo quindi spostati a sud dove ci aspettava una minicrociera su una barca coloratissima e stravagante, e infine ci siamo rilassati per qualche giorno sulle spiagge di Khao Lak.

Le foto descrivono meglio di qualsiasi parola le bellezze o le particolarità dei luoghi; qui voglio solo riportare le mie impressioni su quanto abbiamo visitato e ciò che mi è rimasto nel cuoricino…

Intanto l’impressione generale: avendo visitato poco più di tre anni fa la Birmania, è stato inevitabile un confronto fra queste due esperienze di viaggio in qualche modo simili; la Thailandia secondo il parere mio e di Franco ne è uscita un po’ ammaccata… La ragione principale è che, a causa della situazione politica che ha vissuto fino al 2010 (anno della liberazione di Aung San Suu Kyi), la Birmania è, turisticamente parlando, molto più giovane della Thailandia. Questo sicuramente ha permesso di mantenere più integri sia il territorio che gli abitanti…

Inoltre l’antica capitale thai fu invasa e saccheggiata, qualcosa come duecentocinquant’anni fa, proprio dai birmani, che incamerarono molto dell’oro che rivestiva statue e templi e lo riutilizzarono per rendere più bella la loro terra… Sta di fatto che non abbiamo trovato in Thailandia luoghi paragonabili allo splendore della piana di Bagan, all'ambiente del Lago Inle o alla Roccia d’oro.

E purtroppo ci è parso che le persone stiano perdendo ciò che ha dato il nombangkoke alla loro terra… la facilità nel sorridere: mi sembra che lo facciano solo se e quando intravedono la possibilità di spillare soldi. Capita quando il turismo diventa così invadente e preponderante da dettare legge e stravolgere vite. Però… sempre Thailandia è, sempre oriente è, sempre tropici è… e il mio giudizio complessivo è senz’altro positivo.

Brevemente, su Bangkok. Pur amando la tranquillità e la pace dei piccoli borghi e dei paesaggi naturali, io diversamente da Franco sono anche affascinata dalle grandi città. A dir la verità anche da quelle medie…: adoro passeggiare per Torino e dopo tre volte che sono stata a Budapest ci tornerei domani… mi sono piaciute Londra e Vienna e Parigi… E poi mi sono innamorata di Chicago, per non parlare del piacere quasi epidermico che ho provato nei vicoli dell’immensa Quito.

Ultima Bangkok, caotica, rumorosa, affollata, incongruente… a me è piaciuta tanto, con la sua strana mescolanza di grattacieli e bancarelle che vendono street food a ogni angolo, con meraviglie come lo skytrain e i canali della città vecchia lungo i quali ci siamo fatti cullare da una lenta barca… Di notte poi, sorseggiando un cocktail dall’alto di un grattacielo con la città ai tuoi piedi guardi i disegni che le strade piene di traffico e luci in movimento creano e ti sembra di essere in un film… Certo mai potrei viverci, ma ho visitato con piacere i templi, la bellissima casa-museo di Jim Thompson e persino il Palazzo Reale, splendido e kitsch e rigurgitante miriadi di insopportabili turisti cinesi!

Mi sono lanciata senza riserve in Khao San Road, mischiandomi alla folla e comprando souvenir a destra e a manca… Tre giorni intSilvia e Marcoensi, di più sarebbe stato troppo, ma sono contenta di averli inclusi nel nostro viaggio.

Il tour del nord ci ha regalato (spero!) due nuovi amici, Silvia e Marco. Due simpatici toscani con cui abbiamo condiviso per cinque giorni le emozioni e le fatiche, i pranzi, le cene e le visite: chilometri e chilometri in minivan, accompagnati da Vincenzo, la nostra guida thailandese, per arrivare fino al Triangolo d’Oro, dove si incrociano i confini tra Thailandia, Laos e Birmania. Il tour si è rivelato vario e interessante, e anche grazie alla felice compagnia con cui eravamo, decisamente godibile.

Abbiamo molto apprezzato momenti rilassanti come ad esempio le piacevolissime ore in bici tra le rovine del parco storico di Sukhothai, oppure la gita in zattera sul Mae Taeng, immersi nel placido paesaggio di un fiume tropicale, mentre Silvia e Marco si facevano scarrozzare da un elefante nella jungla. Non è mancato lo stupore di fronte all’inverosimile Wat Rong Khun, il tempio bianco di Chiang Rai, oppure allo scintillio delle statue e dei tetti del Wat Phra That a Doi Sutdamnoenhep o del Wat Phra Singh a Chiang Mai. Prevedibilmente triste il contatto con le donne dell’etnia Karen, ridotte a esibire ai turisti i loro colli da giraffa per pochi bath… Carino lo spettacolo teatrale, una delle poche occasioni di apprezzare gli abiti tradizionali ormai quasi del tutto sostituiti dalla moda occidentale e le movenze di dolci fanciulle che ballavano per noi, mentre gustavamo una cena decisamente thai! E ovviamente io e Silvia ce la siamo sommamente goduta al mercato serale di Chiang Mai… Di questo tour mi restano anche le risate con Silvia e Marco, stretti in quattro sui tuctuc che correvano a velocità folle per le vie di Chiang Mai…

La parentesi di due giorni ai mercati galleggianti di Amphawa, Damnoen Saduak e Bang Noi è stata una delle cose più belle di tutto il viaggio, nonostante la mia caduta con sbucciamento di entrambe le ginocchia e conseguente rottura di scatole che si è ripercossa per tutto il resto della vacanza. La scelta di dormire una notte ad Amphawa e non visitare tutto in giornata con una gita da Bangkok è stata davvero felice; ci ha permesso di godere nel pomeriggio del bellissimo mercato di Amphawa (e a me in particolare di un riposante massaggio ai piedi), di alloggiare in un bed & breakfast mooolto carino in stile autenticamente thai, e soprattutto di andare in tuctuc di prima mattina a Damnoen Saduak, prima dell’arrivo della folla, così da poter osservare con calma i canali, le barche dei venditori e dei visitatori man mano che arrivavano, fino a diventare qubarcaasi troppe… E a quel punto il tuctuc ci aspettava per portarci nel terzo paesino, Bang Noi, il meno turistico ma davvero simpatico. Insomma questo giro ci ha fatto conoscere un pochino la vita rurale, in forte contrasto con quanto visto in Bangkok. Assolutamente da non perdere secondo me.

Di ritorno a Bangkok, volo per Pucket e taxi fino a Khao Lak, dove abbiamo trascorso gli ultimi tre giorni in relax, basati in un piccolo resort un po’ isolato, ma con uno scooter che ci ha permesso di esplorare le spiagge dei dintorni.

Ma prima… il clou della vacanza: minicrociera sulla barca dei pirati! Bella esperienza, barca molto più spartana di quelle usate alle Maldive o nelle Filippine, ma allegra, colorata e con un simpatico equipaggio un po’ matto. Simpatica anche tutta la compagnia, con ragazzi provenienti da ogbrigatani parte del mondo, e ovviamente tanto snorkeling. Acqua piacevolmente calda, mai troppa corrente, tanti pesci… e soprattutto le mante! Si è rinnovata l’emozione già provata alle Maldive, sono animali davvero bellissimi, eleganti e imponenti. Le emozioni dello snorkeling non sono facilmente descrivibili, forse può capire solo chi le ha condivise… Sentire ilmare che ti accarezza il corpo, e il silenzio, anzi i suoni speciali che senti solo lì, e i guizzi improvvisi di un coloratissimo pesce angelo o i volteggi e le danze di decine di sergenti maggiori che simuovono in perfetta sintonia come fossero tutt’uno, e tu sei in mezzo a loro… poi alzi un po’ lo sguardo e incroci dei pesci trombetta che scorrono quasi in superficie, oppure scorgi sul fondo la testa di una murena che sbuca tra i coralli… non riesco a spiegare cosa si prova, ma è BELLISSIMO essere là.

Foto e filmati potranno dare una vaga idea a chi non c’era, a me risvegliano i ricordi, e per questo ringrazio Franco che con tanto amore sceglie, ripulisce, class1966ifica e condivide il materiale (spesso tantissimo) che insieme produciamo quando siamo in giro.

Un grazie a Claudio, vecchio compagno di scuola di Franco che lavora a Bangkok e ci ha organizzato il tour del Nord, una serata jazz con Enrico Rava (che e' stata sicuramente piu' apprezzata da Franco che dalla sottoscritta), e che abbiamo conosciuto (io) e riincontrato (Franco) davanti ad un aperitivo in uno sky-bar e a una cenetta in un ristorante tipico. Grazie a Franco per il lavoro certosino di cernita, pulizia e pubblicazione sul sito del materiale. E poi naturalm2016ente grazie a Vincenzo la nostra guida nel tour, a Eike organizzatrice dalla gita in barca, a Marco e Silvia (che speriamo di rivedere presto), a Mark, Erika, Jae, Lina, Caroline, Christian, Florian, Stephan, Thomas, Katrin, e a tutti quelli che hanno reso questo viaggio ciò che è stato. smile

Maddalena (eh si', stavolta sono stata più veloce io)

 

 

 

Le pagine delle foto:

Tour del Nord: Ayutthaya

Tour del Nord: Sukhothai

Tour del Nord: Chiang Rai e dintorni

Tour del Nord: Chiang Mai e dintorni

La serata a teatro a Chiang Mai

Bangkok

I mercati galleggianti (Amphawa, Damnoean Saduak)

In barca con gli snorkelisti

Le foto subacquee della crociera

Alla spiaggia a Khao Lak

Il filmato:

Thailandia sottacqua